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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/03/2022 Lettura: ~2 min

Burden aritmico e rischio di eventi avversi in pazienti con fibrillazione atriale parossistica

Fonte
Fonte: 10.1161/CIRCEP.121.010304.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale parossistica è una forma di aritmia cardiaca che si manifesta con episodi intermittenti. Capire quanto spesso e per quanto tempo si verificano questi episodi può aiutare a valutare il rischio di problemi di salute nel tempo. Questo testo spiega come il tempo trascorso in fibrillazione atriale influisce su eventi importanti come la mortalità, le ospedalizzazioni e l’ictus.

Che cosa significa "burden" di fibrillazione atriale parossistica

Il termine "burden" indica la quantità di tempo in cui un paziente trascorre in fibrillazione atriale parossistica (FAP) durante un periodo di osservazione, ad esempio 30 giorni. Può essere misurato come:

  • la percentuale della giornata passata in fibrillazione atriale,
  • la durata del singolo episodio più lungo di fibrillazione atriale.

Questi dati si ottengono grazie a dispositivi elettronici impiantabili che registrano continuamente il ritmo cardiaco.

Lo studio e i suoi risultati principali

In uno studio che ha coinvolto quasi 40.000 pazienti con un'età media di 77 anni, è stata analizzata la relazione tra il burden di FAP e il rischio di eventi avversi nel tempo.

  • Il rischio di mortalità per tutte le cause aumenta con l’aumentare del burden di FAP:
  • 8,54% di mortalità con burden pari a 0% (nessun episodio),
  • 8,9% con burden tra 0% e 5%,
  • 10,9% con burden tra 5% e 98%.

Questa differenza è risultata statisticamente significativa, cioè non dovuta al caso.

Lo stesso andamento è stato osservato anche per:

  • le ospedalizzazioni,
  • gli ictus ischemici,

considerando un periodo di osservazione fino a tre anni e anche nei pazienti che assumevano farmaci anticoagulanti orali.

Cosa significa per i pazienti

Questi risultati indicano che:

  • più tempo si passa in fibrillazione atriale parossistica, maggiore è il rischio di eventi negativi come morte, ricoveri o ictus,
  • questa relazione è valida sia nel breve termine (un anno) sia nel lungo termine (tre anni),
  • il rischio aumenta indipendentemente dal fatto che il paziente stia assumendo una terapia anticoagulante orale.

In conclusione

Il tempo trascorso in fibrillazione atriale parossistica, misurato con dispositivi impiantabili, è un indicatore importante per valutare il rischio di eventi avversi. Monitorare questo burden aritmico può aiutare a comprendere meglio la prognosi e l’andamento della malattia nel singolo paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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