Il caso del paziente anziano
Un uomo di 77 anni con pressione alta, fibrillazione atriale (un problema del cuore che può causare coaguli di sangue), e una storia di ischemia cerebrale transitoria (un "mini-ictus"), oltre a un passato di tumore alla laringe con difficoltà a deglutire, si è presentato in pronto soccorso per mal di testa, vomito e sonnolenza dopo una caduta con lieve trauma alla testa.
La tac cerebrale ha mostrato un ematoma subdurale, cioè un accumulo di sangue tra il cervello e la sua copertura, che premeva sul cervello stesso causando uno spostamento della linea mediana del cervello.
Intervento e decorso
Il paziente è stato ricoverato in neurochirurgia e, dopo che le sue condizioni sono peggiorate, è stato operato per rimuovere l'ematoma. Dopo l'intervento, ha recuperato completamente senza problemi neurologici evidenti.
Durante la degenza, si sono fatte diverse tac di controllo che hanno mostrato una progressiva riduzione dell'ematoma, anche se con una piccola raccolta residua. Per questo motivo, non si è ripresa subito la terapia anticoagulante completa, ma si è continuata solo la prevenzione di base.
Il paziente è stato dimesso in condizioni stabili e ha continuato i controlli, che hanno mostrato un leggero aumento dell'ematoma a un mese, ma senza sintomi. È stato quindi ricoverato di nuovo per monitoraggio, e successivamente dimesso mantenendo solo la prevenzione.
Scelta della terapia anticoagulante
Poiché il paziente aveva fibrillazione atriale non legata a problemi alle valvole cardiache, rimaneva il rischio di ictus. Si è deciso quindi di riprendere la terapia anticoagulante.
Si è scelto un anticoagulante orale diretto chiamato edoxaban, per diversi motivi:
- è facile da usare e richiede una sola assunzione al giorno;
- ha un'efficacia simile ai vecchi farmaci (dicumarolici) ma con un rischio minore di sanguinamenti, soprattutto nel cervello;
- può essere frantumato senza perdere efficacia, utile per chi ha difficoltà a deglutire come il nostro paziente;
- è sicuro anche in pazienti con tumore attivo, come nel caso di questo paziente.
Dopo nove mesi di terapia con edoxaban, il paziente non ha avuto nuovi problemi neurologici né ricomparsa dell'ematoma.
In conclusione
In questo caso, cambiare la terapia anticoagulante e scegliere un farmaco più moderno e adatto alle esigenze del paziente anziano con alto rischio di sanguinamento si è rivelato una scelta sicura ed efficace, permettendo di proteggere il cuore e il cervello senza aumentare i rischi.