Che cos'è successo alla paziente
Una donna di 78 anni si è rivolta al medico perché aveva difficoltà a respirare durante lo sforzo e sentiva il cuore battere in modo irregolare da circa una settimana. Aveva una storia di pressione alta, colesterolo alto e un episodio passato di problemi di linguaggio che si era risolto da solo. Prendeva alcuni farmaci per la pressione e per il cuore.
Diagnosi e trattamento iniziale
Durante la visita, la pressione era nella norma e l’ossigeno nel sangue era sufficiente. L’elettrocardiogramma, un esame che registra l’attività elettrica del cuore, mostrava un ritmo irregolare chiamato fibrillazione atriale, con il cuore che batteva velocemente. Questo ritmo aumenta il rischio di formazione di coaguli nel cuore.
Per questo motivo, si è deciso di iniziare una terapia per controllare la frequenza del battito e per prevenire i coaguli con un anticoagulante orale chiamato edoxaban, in dose ridotta (30 mg al giorno) a causa del peso della paziente e delle sue condizioni generali.
Esami approfonditi e conferma del coagulo
Un ecocardiogramma, che utilizza gli ultrasuoni per vedere il cuore, ha mostrato una leggera riduzione della funzione del cuore e una dilatazione dell’atrio sinistro. Un esame più dettagliato, l’ecocardiogramma transesofageo, ha confermato la presenza di un trombo (coagulo) nell’auricola sinistra, una piccola parte dell’atrio sinistro.
Follow-up e risultati
Dopo circa un mese di terapia continua con edoxaban, la paziente è tornata per un controllo. L’esame ha mostrato che il coagulo era completamente scomparso. Successivamente, è stata effettuata una cardioversione elettrica, una procedura che serve a riportare il cuore a un ritmo normale, che è andata a buon fine senza problemi.
La paziente è stata dimessa senza sintomi, continuando la terapia con edoxaban e altri farmaci per la pressione e il controllo del battito.
Perché è importante questo caso
- Fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus perché può causare la formazione di coaguli nel cuore.
- Tradizionalmente, si usano farmaci chiamati antagonisti della vitamina K per prevenire e trattare questi coaguli.
- Da alcuni anni, sono disponibili anticoagulanti orali diretti come l’edoxaban, che agiscono rapidamente e sono più semplici da usare.
- Questo caso mostra che anche una dose ridotta di edoxaban può essere efficace e sicura per risolvere un coagulo nell’atrio sinistro, soprattutto in pazienti con peso corporeo basso.
- La terapia con edoxaban è comoda perché si prende una volta al giorno e ha dimostrato buoni risultati anche negli anziani.
In conclusione
La storia di questa paziente dimostra che l’edoxaban, anche a dose ridotta, può essere un’opzione valida e sicura per trattare i coaguli nel cuore causati dalla fibrillazione atriale. Questo aiuta a prevenire complicazioni gravi come l’ictus e permette di riportare il cuore a un ritmo normale in modo efficace.