Che cosa è uno studio DREAM-ICD-II
Lo studio DREAM-ICD-II ha esaminato pazienti che hanno ricevuto un cardioverter-defibrillatore impiantabile (ICD) per prevenire problemi cardiaci gravi dopo un evento precedente, cioè in prevenzione secondaria. Questo dispositivo può inviare uno shock per fermare aritmie pericolose.
Rischio di aritmie dopo l'impianto
Il rischio di ricevere uno shock dall'ICD a causa di aritmie ventricolari è più alto nei primi mesi dopo l'impianto. In particolare:
- Nei primi 3 mesi, il rischio è del 34,4%.
- Tra 3 e 6 mesi, il rischio scende al 10,6%.
- Tra 6 e 12 mesi, il rischio è intorno all'11,7%.
Questo significa che il pericolo diminuisce con il passare del tempo.
Incidenza di svenimenti causati da aritmie
Lo studio ha anche valutato la comparsa di sincope aritmica, cioè svenimenti dovuti a problemi del ritmo cardiaco:
- Entro i primi 90 giorni dall'impianto, la percentuale di svenimenti è stata dell'1,8%.
- Tra 91 e 180 giorni, la percentuale è scesa allo 0,4%.
Implicazioni per la guida
In molti Paesi, dopo l'impianto di un ICD in prevenzione secondaria, viene raccomandata una sospensione della patente di guida per un certo periodo, che varia da 3 a 6 mesi. Queste indicazioni si basano su dati più vecchi, risalenti agli anni '90.
I risultati di questo studio, condotto tra il 2016 e il 2020 su 721 pazienti, suggeriscono che una sospensione della guida di 3 mesi potrebbe essere sufficiente e sicura. Questo potrebbe portare a una revisione delle regole in quei Paesi dove la sospensione è ancora di 6 mesi.
In conclusione
Lo studio DREAM-ICD-II mostra che il rischio di aritmie ventricolari e di svenimenti è più alto nei primi 3 mesi dopo l'impianto di un defibrillatore in prevenzione secondaria, per poi diminuire significativamente. Questi dati supportano l'idea che una sospensione della guida di 3 mesi dopo l'impianto sia sicura e potrebbe essere una buona pratica da adottare.