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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/03/2022 Lettura: ~2 min

Incidenza delle recidive di aritmie ventricolari dopo impianto di defibrillatore in prevenzione secondaria

Fonte
Steinberg C et al. Circulation. 2022;145:742-753. doi:10.1161/CIRCULATIONAHA.121.056471.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo parla di uno studio che ha analizzato quanto spesso si verificano problemi al cuore chiamati aritmie ventricolari dopo l'impianto di un defibrillatore. Il defibrillatore è un dispositivo che aiuta a prevenire gravi problemi cardiaci. Lo studio aiuta a capire meglio i rischi nei mesi successivi all'impianto e le possibili indicazioni per la guida.

Che cosa è uno studio DREAM-ICD-II

Lo studio DREAM-ICD-II ha esaminato pazienti che hanno ricevuto un cardioverter-defibrillatore impiantabile (ICD) per prevenire problemi cardiaci gravi dopo un evento precedente, cioè in prevenzione secondaria. Questo dispositivo può inviare uno shock per fermare aritmie pericolose.

Rischio di aritmie dopo l'impianto

Il rischio di ricevere uno shock dall'ICD a causa di aritmie ventricolari è più alto nei primi mesi dopo l'impianto. In particolare:

  • Nei primi 3 mesi, il rischio è del 34,4%.
  • Tra 3 e 6 mesi, il rischio scende al 10,6%.
  • Tra 6 e 12 mesi, il rischio è intorno all'11,7%.

Questo significa che il pericolo diminuisce con il passare del tempo.

Incidenza di svenimenti causati da aritmie

Lo studio ha anche valutato la comparsa di sincope aritmica, cioè svenimenti dovuti a problemi del ritmo cardiaco:

  • Entro i primi 90 giorni dall'impianto, la percentuale di svenimenti è stata dell'1,8%.
  • Tra 91 e 180 giorni, la percentuale è scesa allo 0,4%.

Implicazioni per la guida

In molti Paesi, dopo l'impianto di un ICD in prevenzione secondaria, viene raccomandata una sospensione della patente di guida per un certo periodo, che varia da 3 a 6 mesi. Queste indicazioni si basano su dati più vecchi, risalenti agli anni '90.

I risultati di questo studio, condotto tra il 2016 e il 2020 su 721 pazienti, suggeriscono che una sospensione della guida di 3 mesi potrebbe essere sufficiente e sicura. Questo potrebbe portare a una revisione delle regole in quei Paesi dove la sospensione è ancora di 6 mesi.

In conclusione

Lo studio DREAM-ICD-II mostra che il rischio di aritmie ventricolari e di svenimenti è più alto nei primi 3 mesi dopo l'impianto di un defibrillatore in prevenzione secondaria, per poi diminuire significativamente. Questi dati supportano l'idea che una sospensione della guida di 3 mesi dopo l'impianto sia sicura e potrebbe essere una buona pratica da adottare.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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