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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/03/2022 Lettura: ~3 min

Anticoagulare si, anticoagulare no: questo è il dilemma

Fonte
Gerardo De Mitri, Cardiologia, Ospedale S. Maria Bianca, Mirandola (MO)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gerardo De Mitri Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

In questa storia clinica vediamo come una donna anziana con diverse condizioni di salute, tra cui un tumore e una nuova aritmia cardiaca, è stata valutata per capire se iniziare una terapia anticoagulante. Il racconto aiuta a comprendere come si prendono decisioni importanti riguardo ai farmaci in situazioni complesse, sempre con attenzione e sicurezza.

Il caso clinico

Una donna di 87 anni, con diabete e pressione alta, si è presentata in ambulatorio per difficoltà a respirare e battito cardiaco accelerato da pochi giorni. Aveva anche un tumore al retto, trattato con radioterapia e chirurgia, e altre condizioni come dolore cronico e precedenti fratture.

All'esame, il battito era irregolare e veloce, e l'elettrocardiogramma ha mostrato una nuova fibrillazione atriale, cioè un'aritmia del cuore. È stata quindi portata in pronto soccorso per approfondimenti.

Esami e ricovero

Gli esami del sangue erano nella norma, il test per il Covid negativo, e la radiografia del torace mostrava alcuni segni di alterazioni polmonari e un leggero ingrandimento del cuore. La paziente è stata ricoverata in reparto internistico.

Durante la degenza, con la terapia adeguata, la paziente è migliorata e poco prima della dimissione è stata rivalutata per decidere la terapia da seguire a casa.

Valutazione cardiologica

L'elettrocardiogramma mostrava ancora fibrillazione atriale, ma con frequenza normale. L'ecocardiogramma, un esame che guarda il cuore con gli ultrasuoni, indicava che il cuore funzionava bene, con alcune alterazioni lievi alle valvole e una leggera dilatazione di una parte del cuore.

Gli esami del sangue confermavano una buona funzionalità renale e valori ematici stabili.

Decisione sulla terapia anticoagulante

Per valutare il rischio di trombi (coaguli) e di sanguinamenti, sono stati calcolati due punteggi (CHA2DS2VASc e HAS-BLED). La paziente aveva un rischio elevato di trombi e basso rischio di sanguinamento.

Si è quindi deciso di iniziare un anticoagulante orale diretto, l'Edoxaban, in dose ridotta, dopo aver escluso controindicazioni con l'oncologo.

Dopo circa un mese di terapia, la paziente stava bene e gli esami erano stabili.

Discussione

  • La fibrillazione atriale è più comune con l'avanzare dell'età e aumenta il rischio di problemi cardiovascolari.
  • Nonostante ciò, spesso gli anziani ricevono meno anticoagulanti, anche se le linee guida recenti ne raccomandano l'uso.
  • Nel caso di questa paziente, con una funzione renale ridotta, erano possibili diversi anticoagulanti orali diretti, ma è stato scelto Edoxaban per la sua comodità di assunzione e il buon rapporto beneficio-rischio negli anziani.
  • Il tumore aumenta il rischio di fibrillazione atriale e delle sue complicanze, rendendo importante una buona prevenzione con anticoagulanti.
  • Gli anticoagulanti orali diretti sono efficaci e sicuri anche nei pazienti con tumore, con un rischio di sanguinamento simile ai farmaci tradizionali.
  • Studi scientifici importanti confermano l'efficacia e la sicurezza di Edoxaban in pazienti oncologici con fibrillazione atriale.

In conclusione

In una paziente anziana con molte condizioni di salute, tra cui un tumore e una nuova aritmia cardiaca, è possibile iniziare una terapia anticoagulante sicura ed efficace. La scelta del farmaco tiene conto delle caratteristiche individuali, dei rischi e dei benefici, sempre in collaborazione con gli specialisti coinvolti. Questo caso mostra come anche in situazioni complesse si possa garantire una cura attenta e personalizzata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gerardo De Mitri

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