Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori ha esaminato 321 persone con fibrillazione atriale parossistica, una forma intermittente di aritmia. Tutti i pazienti hanno subito un'ablazione transcatetere, una procedura che usa un catetere per correggere l'aritmia. Dopo la procedura, è stata eseguita una risonanza magnetica cerebrale (MRI) entro 3-48 ore per cercare eventuali lesioni nel cervello.
Risultati principali
- Circa il 26% dei pazienti (84 su 321) ha mostrato almeno una lesione cerebrale acuta dopo l'ablazione.
- Non c'erano differenze tra i pazienti che assumevano diversi tipi di farmaci anticoagulanti (apixaban o inibitori della vitamina K come il warfarin).
- Dopo 3 mesi, la valutazione delle capacità cognitive, misurata con un test chiamato Montreal Cognitive Assessment (MoCA), era simile tra chi aveva lesioni cerebrali e chi no.
- L'età più avanzata era legata a punteggi più bassi nel test cognitivo, sia prima che dopo la procedura.
Cosa significa tutto questo
Le piccole lesioni cerebrali rilevate dopo l'ablazione non sembrano influenzare negativamente la funzione mentale a breve termine (3 mesi dopo la procedura). Questo suggerisce che l'ablazione transcatetere, eseguita senza interrompere i farmaci anticoagulanti, è una procedura sicura dal punto di vista neurologico.
Inoltre, la riduzione delle capacità cognitive osservata è più legata all'età che alla presenza di queste lesioni.
In conclusione
L'ablazione transcatetere per la fibrillazione atriale parossistica può causare piccole lesioni cerebrali, ma queste non sembrano compromettere le funzioni cognitive nel breve periodo. L'età rimane il fattore più importante associato a cambiamenti nelle capacità mentali.