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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/03/2022 Lettura: ~2 min

Il danno multiorgano dopo COVID-19

Fonte
Petersen et al 10.1093/eurheartj/ehab914.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La COVID-19 può colpire diversi organi del corpo, anche dopo la fase acuta della malattia. È importante capire come il virus possa influenzare la salute a medio termine, anche in chi ha avuto una forma lieve o moderata. Qui spieghiamo i risultati di uno studio che ha valutato gli effetti della COVID-19 su vari organi, per aiutare a comprendere meglio cosa succede dopo l'infezione.

Che cosa significa il danno multiorgano dopo COVID-19

La COVID-19 grave può coinvolgere diversi sistemi del corpo, come i polmoni, il cuore, i reni e il sistema nervoso. Durante la malattia acuta, possono verificarsi problemi come:

  • Riduzione della funzione polmonare, cardiaca e renale
  • Formazione di coaguli di sangue (tromboembolismo)
  • Complicazioni neurologiche, come ictus, infiammazione del cervello (encefalite) o alterazioni dello stato mentale (encefalopatia)

Lo studio sui pazienti con COVID-19 lieve o moderata

Uno studio recente ha esaminato 443 persone che avevano avuto COVID-19 da lieve a moderata, cioè senza bisogno di cure intensive, circa 9 mesi dopo l'infezione. Questi pazienti sono stati confrontati con 1328 persone simili per età, sesso e livello di istruzione che non avevano avuto COVID-19.

Valutazioni effettuate

  • Polmoni: è stato misurato il volume totale dei polmoni e la resistenza delle vie aeree. Dopo COVID-19, il volume polmonare era leggermente più basso e la resistenza delle vie aeree più alta, segni di un possibile lieve danno.
  • Cuore: la funzione del ventricolo sinistro (la parte del cuore che pompa il sangue) era leggermente ridotta. Inoltre, erano più alti alcuni marcatori nel sangue che indicano stress o danno cardiaco. Tuttavia, la risonanza magnetica del cuore non mostrava differenze significative.
  • Sangue e vene: è stata trovata una maggiore frequenza di trombosi venosa profonda, cioè coaguli nelle vene profonde, in particolare nelle vene della coscia.
  • Reni: la velocità con cui i reni filtrano il sangue era leggermente inferiore nei pazienti post-COVID-19.
  • Cervello: non sono state trovate differenze importanti nel volume cerebrale, nella presenza di piccoli sanguinamenti o infarti. Lo spessore della corteccia cerebrale era leggermente maggiore, ma la funzione cognitiva (memoria, attenzione, ecc.) non risultava compromessa.

Cosa significa per chi ha avuto COVID-19

Questi risultati indicano che anche chi ha avuto una forma non grave di COVID-19 può mostrare segni di un coinvolgimento leggero ma diffuso di diversi organi, senza però evidenti danni cerebrali o problemi cognitivi. Questi cambiamenti sono spesso "subclinici", cioè non causano sintomi evidenti ma possono essere rilevati con esami specifici.

In conclusione

La COVID-19, anche in forma lieve o moderata, può lasciare segni di alterazione della funzione di polmoni, cuore, reni e sistema vascolare. Questi cambiamenti sono generalmente lievi e non accompagnati da danni cerebrali o problemi di memoria e attenzione. Monitorare la salute di chi ha avuto COVID-19 può aiutare a gestire al meglio eventuali effetti a lungo termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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