Che cosa è stato studiato
Lo studio chiamato ASCEND ha coinvolto oltre 15.000 persone con diabete, ma senza segni di demenza o problemi cognitivi all'inizio. Questi partecipanti sono stati divisi in due gruppi: uno ha preso aspirina a basse dosi (100 mg al giorno) e l'altro un placebo, cioè una pillola senza principio attivo. La durata media del trattamento è stata di circa 7 anni.
Perché si pensa che l'aspirina possa influire sulla demenza
L'aspirina può ridurre il rischio di eventi vascolari come ictus ischemico (quando un vaso sanguigno nel cervello si blocca), che sono collegati a un peggioramento della memoria e della funzione cerebrale. Tuttavia, l'aspirina può anche aumentare il rischio di emorragie cerebrali, cioè sanguinamenti nel cervello, che potrebbero danneggiare la funzione cognitiva.
Risultati principali dello studio ASCEND
- La percentuale di persone che hanno sviluppato demenza o problemi cognitivi è stata simile in entrambi i gruppi: 7,1% nel gruppo aspirina e 7,8% nel gruppo placebo.
- Non è stato trovato un beneficio chiaro o un rischio significativo legato all’uso dell’aspirina per quanto riguarda la comparsa di demenza.
- Lo studio ha escluso effetti molto grandi, cioè non ci sono stati aumenti o riduzioni importanti del rischio di demenza.
Cosa significa questo
Secondo questo studio, l’aspirina a basse dosi non sembra avere un effetto importante nel prevenire o causare la demenza nelle persone con diabete senza problemi cognitivi all'inizio. Tuttavia, per capire se ci sono piccoli benefici o rischi, sono necessari studi più grandi o analisi che mettano insieme i dati di più ricerche.
In conclusione
Lo studio ASCEND ha mostrato che l’uso di aspirina a basse dosi per circa 7 anni in persone con diabete non cambia in modo significativo il rischio di sviluppare demenza o problemi cognitivi. Serve ancora ricerca per capire meglio se ci sono effetti più piccoli e per confermare questi risultati.