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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/05/2022 Lettura: ~2 min

Il momento giusto per l’intubazione nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta da COVID e l’uso dell’ossigeno ad alti flussi in emergenza

Fonte
Dal Congresso Area Critica 2021, con contributi di Andrea Bellone e Leonardo Ghezzi, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Bellone - Leonardo Ghezzi Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1278 Sezione: 2

Introduzione

Affrontare l’insufficienza respiratoria acuta, soprattutto nei pazienti con COVID-19, è una sfida che coinvolge diversi specialisti. È importante capire quando è necessario procedere con l’intubazione e come utilizzare al meglio l’ossigeno ad alti flussi per supportare la respirazione in situazioni di emergenza. Qui spieghiamo in modo semplice le principali considerazioni emerse da un recente congresso medico dedicato a questi temi.

Un confronto tra specialisti per decidere il momento dell’intubazione

Durante il Congresso Area Critica 2021, diversi medici esperti di rianimazione, urgenza, pneumologia e malattie infettive si sono incontrati per discutere la migliore strategia da adottare nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta, spesso causata dal COVID-19.

Un argomento centrale è stato il momento giusto per l’intubazione orotracheale (IOT), cioè quando inserire un tubo nella gola per aiutare il paziente a respirare con un ventilatore.

  • Per la prima volta, questa decisione è stata condivisa e discussa tra specialisti con esperienze diverse.
  • È stata fondamentale la fiducia reciproca tra i medici coinvolti.
  • Affidare questa scelta a un solo professionista, anche molto esperto, sarebbe stato troppo difficile sia dal punto di vista clinico che emotivo.

L’uso dell’ossigeno ad alti flussi in emergenza

Un altro tema molto discusso è stato l’impiego dell’ossigeno somministrato con un flusso molto alto e riscaldato. Questa tecnica è ormai diffusa in molti reparti ospedalieri, come il Pronto Soccorso, la Pneumologia, le Malattie Infettive e la Rianimazione.

I vantaggi principali di questa modalità sono:

  • Protegge la clearance muco-ciliare, cioè il sistema naturale che pulisce le vie respiratorie dal muco e dalle particelle.
  • Riduce lo spazio morto, cioè l’aria che non partecipa allo scambio di ossigeno e anidride carbonica.
  • Favorisce l’eliminazione dell’anidride carbonica (CO2), un gas prodotto dal corpo che deve essere espulso.
  • Genera una leggera pressione positiva alla fine dell’espirazione (PEEP), che aiuta a mantenere aperti i polmoni.
  • Garantisce una concentrazione precisa di ossigeno (FiO2) che il paziente riceve.
  • È molto ben tollerata dai pazienti, risultando confortevole.

Tuttavia, è importante valutare con attenzione quando usare questa tecnica. In alcune condizioni, come l’edema polmonare acuto o la riacutizzazione della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), è preferibile utilizzare la ventilazione non invasiva (NIV), che supporta la respirazione senza intubare.

In conclusione

La gestione dell’insufficienza respiratoria acuta, soprattutto nei casi legati al COVID-19, richiede un lavoro di squadra tra diversi specialisti per decidere il momento migliore per l’intubazione. L’ossigeno ad alti flussi è una tecnica utile e ben tollerata che può aiutare molti pazienti, ma va usata con attenzione valutando ogni singolo caso. La collaborazione e la fiducia tra medici sono fondamentali per offrire la migliore assistenza possibile in situazioni di emergenza.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Bellone - Leonardo Ghezzi

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