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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/06/2022 Lettura: ~3 min

L'impatto degli infarti silenti sulla funzione cognitiva nei pazienti con fibrillazione atriale trattati con anticoagulanti

Fonte
Kuhne et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehac020.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione che può aumentare il rischio di problemi al cuore e al cervello. Uno di questi problemi sono gli infarti cerebrali silenti, cioè piccoli danni al cervello che non causano sintomi evidenti ma possono influire sulla memoria e sulle capacità mentali. Questo testo spiega come questi infarti silenti possono influenzare la funzione cognitiva nei pazienti con fibrillazione atriale che assumono farmaci anticoagulanti.

Che cos'è la fibrillazione atriale e i suoi rischi

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che aumenta il rischio di diverse condizioni gravi, tra cui:

  • morte
  • ictus
  • insufficienza cardiaca
  • problemi di memoria e di pensiero (disfunzione cognitiva)
  • demenza

Infarti cerebrali silenti: cosa sono e perché sono importanti

Gli infarti cerebrali silenti sono piccoli danni al cervello che non causano sintomi evidenti come un ictus, ma possono essere rilevati con la risonanza magnetica (MRI). Questi infarti sono comuni nei pazienti con FA, con circa 1 persona su 5 che ne presenta almeno uno.

Questi infarti silenti sono associati a un declino della funzione cognitiva simile a quello causato dagli ictus evidenti, offrendo una spiegazione sul perché i pazienti con FA possano avere problemi di memoria e pensiero anche senza aver avuto un ictus visibile.

Altre lesioni cerebrali osservate

Nei pazienti con FA si trovano spesso anche:

  • microsanguinamenti (Mb): piccole perdite di sangue nel cervello
  • lesioni della sostanza bianca (WML): aree danneggiate nel tessuto cerebrale che possono influire sulla comunicazione tra le cellule nervose

Queste lesioni non sono risultate collegate in modo chiaro al declino cognitivo in questo studio.

Lo studio sui pazienti con FA e anticoagulanti

Uno studio recente ha seguito per 2 anni 1.227 pazienti con FA, la maggior parte dei quali assumeva farmaci anticoagulanti per prevenire ictus. I pazienti hanno fatto una risonanza magnetica all'inizio e dopo 2 anni per cercare nuove lesioni cerebrali.

I ricercatori hanno cercato di capire:

  • quante nuove lesioni cerebrali si sviluppano in questo periodo
  • quali fattori possono prevedere la comparsa di queste lesioni
  • come queste lesioni influenzano la funzione cognitiva nel tempo

Risultati principali

  • Il 5,5% dei pazienti ha sviluppato nuovi infarti cerebrali dopo 2 anni.
  • La maggior parte di questi infarti era silente, cioè senza sintomi evidenti.
  • Questi infarti silenti si sono verificati anche in pazienti che assumevano anticoagulanti.
  • I pazienti con nuovi infarti cerebrali hanno mostrato un maggiore declino cognitivo rispetto a chi non ha avuto nuove lesioni.
  • Le altre lesioni cerebrali, come i microsanguinamenti e le lesioni della sostanza bianca, non erano collegate al declino cognitivo in questo studio.

In conclusione

Nei pazienti con fibrillazione atriale, anche se assumono farmaci anticoagulanti, possono comparire piccoli infarti cerebrali silenti che influenzano la memoria e le capacità mentali. Questi infarti silenti hanno un impatto simile a quello degli ictus evidenti sul declino cognitivo. È importante continuare a studiare come prevenire queste lesioni e proteggere la salute del cervello nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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