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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/07/2022 Lettura: ~4 min

Terapia anticoagulante nei pazienti anziani con rischio di cadute frequenti: è davvero pericolosa?

Fonte
Lorenzetti S. Terapia anticoagulante nei pazienti a rischio di frequenti cadute: una paura giustificata? AUSL Romagna, Ospedale di Ravenna. Bibliografia inclusa nel testo.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Stefano Lorenzetti Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1116 Sezione: 34

Introduzione

La terapia anticoagulante è fondamentale per prevenire ictus in molte persone, specialmente negli anziani con fibrillazione atriale. Tuttavia, chi cade spesso può temere un aumento del rischio di sanguinamenti, in particolare nel cervello. In questo testo spieghiamo in modo semplice cosa dicono le ricerche più recenti su questo tema, per aiutare a capire meglio i benefici e i rischi di questi farmaci in chi è più fragile.

Che cosa sono i nuovi farmaci anticoagulanti orali (NAO)?

I NAO sono medicinali usati per prevenire ictus e altri problemi causati da coaguli di sangue, soprattutto nelle persone con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco. Rispetto ai vecchi farmaci come il warfarin, i NAO sono spesso più efficaci e sicuri.

Perché si teme l’uso degli anticoagulanti negli anziani che cadono spesso?

  • Le cadute sono comuni negli anziani e possono causare traumi, anche al cervello.
  • Circa il 20% delle persone sopra i 75 anni cade almeno una volta all’anno.
  • Il rischio di cadute aumenta con problemi come difficoltà nel camminare, vista ridotta o problemi cognitivi.
  • Chi ha malattie cardiache e prende molti farmaci può avere un rischio ancora maggiore.

Per questo motivo, molti medici sono cauti nell’usare anticoagulanti in questi pazienti, per paura di sanguinamenti gravi dopo una caduta.

Cosa dicono gli studi sulla prescrizione di anticoagulanti in chi cade spesso?

Le ricerche mostrano che chi ha una storia di cadute riceve meno spesso la terapia anticoagulante, anche se ne avrebbe bisogno. Questo può essere un problema, perché questi pazienti sono anche quelli che più rischiano ictus.

Uno studio importante ha calcolato che una persona anziana con fibrillazione atriale dovrebbe cadere quasi 300 volte prima che il rischio di un sanguinamento grave superi il beneficio di prevenire l’ictus con un anticoagulante. Questo riguarda i vecchi farmaci come il warfarin; per i NAO, il numero di cadute necessario a superare il beneficio è probabilmente ancora più alto.

Quanto è alto il rischio di sanguinamenti cerebrali durante la terapia anticoagulante?

Un grande studio canadese ha analizzato oltre 77.000 pazienti anziani con trauma cranico e ha confrontato chi assumeva NAO, warfarin o nessun anticoagulante. Ecco cosa hanno trovato:

  • Il 5.9% dei pazienti senza anticoagulanti ha avuto un sanguinamento cerebrale.
  • Tra chi assumeva warfarin, la percentuale era più alta, 8.2%.
  • Chi prendeva NAO aveva un rischio simile a chi non prendeva anticoagulanti, circa 5.9%.

Inoltre, chi assumeva warfarin aveva più probabilità di dover subire un intervento chirurgico al cervello rispetto a chi non prendeva anticoagulanti, mentre chi assumeva NAO no.

Qual è la sicurezza dei NAO rispetto al warfarin nei pazienti a rischio di cadute?

Una revisione di più studi ha mostrato che i NAO riducono il rischio di ictus causato da sanguinamenti rispetto al warfarin. Inoltre, i NAO sono associati a meno sanguinamenti gravi, soprattutto nel cervello.

Questi dati indicano che i NAO sono più sicuri e più adatti per chi ha un alto rischio di cadute.

Come si sceglie il trattamento migliore in questi casi?

Non ci sono prove chiare su quale NAO sia il migliore per chi cade spesso. Alcuni studi suggeriscono che farmaci come dabigatran e apixaban potrebbero essere associati a una migliore sopravvivenza dopo una caduta, ma questi dati non sono ancora definitivi.

La decisione di iniziare una terapia anticoagulante deve essere personalizzata, valutando con attenzione i rischi e i benefici per ogni persona.

Come gestire il rischio di cadute e sanguinamenti?

Le linee guida raccomandano di non evitare automaticamente gli anticoagulanti solo perché una persona cade spesso. Invece, è importante:

  • Scegliere con attenzione il tipo e la dose del farmaco anticoagulante.
  • Ridurre, se possibile, altri farmaci che aumentano il rischio di sanguinamenti.
  • Valutare e cercare di ridurre i fattori che causano le cadute, come migliorare l’ambiente domestico e la mobilità.

In conclusione

I pazienti anziani che cadono frequentemente sono più a rischio di complicazioni, ma la terapia anticoagulante, in particolare con i NAO, rimane importante per prevenire ictus. Le evidenze scientifiche mostrano che i NAO sono più sicuri rispetto ai vecchi farmaci e che il rischio di sanguinamenti gravi non è significativamente aumentato in chi cade. La scelta di iniziare o continuare la terapia deve essere fatta con attenzione e personalizzata, tenendo conto di tutti i fattori di rischio e adottando misure per prevenire le cadute.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Stefano Lorenzetti

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