Che cosa è stato studiato
Lo studio ADAGE ha coinvolto 215 pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, tutti di età pari o superiore a 80 anni, con una media di 87 anni. Questi pazienti assumevano due tipi di anticoagulanti orali diretti chiamati apixaban e rivaroxaban, per almeno 4 giorni.
La maggior parte (quasi l'80%) riceveva una dose ridotta del farmaco, scelta per adattarsi meglio alle loro condizioni.
Come sono stati valutati i farmaci
- Si sono misurate le concentrazioni del farmaco nel sangue in diversi momenti (picco massimo e minimo).
- Si è valutata la capacità del sangue di generare trombina, una sostanza importante per la coagulazione.
- Si sono osservati gli eventi clinici come sanguinamenti, coaguli e decessi nei 6 mesi successivi.
Risultati principali
- Le concentrazioni dei farmaci nel sangue variavano molto da persona a persona.
- Per l'apixaban, la dose ridotta influenzava sia la quantità del farmaco nel sangue sia la produzione di trombina; per il rivaroxaban, invece, la dose ridotta non mostrava questo effetto.
- La produzione di trombina mostrava variazioni significative in base alla concentrazione dei farmaci per entrambi i tipi.
- Dopo 6 mesi, il 6% dei pazienti ha avuto sanguinamenti, il 2,3% eventi trombotici e il 18,1% è deceduto.
- Non è stata trovata una relazione diretta tra la quantità di farmaco nel sangue o la produzione di trombina e questi eventi.
In conclusione
Questi risultati suggeriscono che l'uso di anticoagulanti orali diretti può essere sicuro anche nei pazienti molto anziani. Tuttavia, è necessario continuare a studiare come questi farmaci si comportano nel corpo di queste persone per migliorare la loro sicurezza e efficacia.