Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante
La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo del cuore che può aumentare il rischio di formazione di coaguli nel sangue. Questi coaguli possono causare problemi seri come l'ictus. Per questo motivo, spesso si usano farmaci chiamati terapie anti-trombotiche per prevenire questi rischi.
Come è cambiata la diffusione della fibrillazione atriale
Uno studio condotto su oltre 7.500 pazienti tra il 2008 e il 2017 ha mostrato che la percentuale di persone con fibrillazione atriale è aumentata dallo 0,4% all'1,4%. Questo significa che sempre più persone sono state diagnosticate con questa condizione nel tempo.
Come sono cambiate le terapie anti-trombotiche
Durante lo stesso periodo, l'uso di farmaci chiamati antagonisti della vitamina K (un tipo di anticoagulante tradizionale) è diminuito dal 47% al 41%. Al contrario, è aumentato l'uso di anticoagulanti diretti, farmaci più recenti, che sono passati dallo 0% al 20%.
Fattori che influenzano la scelta del farmaco
Nei pazienti con FA appena diagnosticata, alcune condizioni come:
- età avanzata,
- scompenso cardiaco (quando il cuore fatica a pompare il sangue),
- diabete,
- malattie dei vasi sanguigni,
- demenza
sono state associate a una maggiore probabilità di ricevere gli antagonisti della vitamina K.
Un dato preoccupante
Nel 2017, circa un quarto (25%) dei pazienti con fibrillazione atriale e un punteggio CHA2DS2-VASc di 2 o più — un sistema che valuta il rischio di ictus — non riceveva una terapia anticoagulante adeguata. Di questi:
- l'8% assumeva solo farmaci antiaggreganti piastrinici (che agiscono in modo diverso),
- il 17% non riceveva alcun trattamento per prevenire i coaguli.
In conclusione
La fibrillazione atriale è diventata più comune negli ultimi anni. Nel frattempo, l'uso di farmaci anticoagulanti si è modificato, con un aumento degli anticoagulanti diretti e una diminuzione degli antagonisti della vitamina K. Tuttavia, una parte significativa di pazienti ad alto rischio non riceve ancora una terapia anticoagulante adeguata, evidenziando la necessità di migliorare la gestione di questa condizione.