Che cosa è stato studiato
La fibrillazione atriale (FA) è abbastanza comune in chi ha tumori del sangue, chiamati neoplasie ematologiche. Questi pazienti spesso necessitano di farmaci anticoagulanti per evitare la formazione di coaguli pericolosi.
Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC) sono farmaci che agiscono velocemente e con meno controlli rispetto agli anticoagulanti tradizionali. Tuttavia, non è chiaro se siano sempre sicuri ed efficaci in pazienti con tumori del sangue.
Come è stato condotto lo studio
Durante il Congresso ISTH 2022 è stato presentato uno studio che ha analizzato retrospettivamente (cioè guardando dati già raccolti) 96 pazienti con tumori del sangue e fibrillazione atriale, tutti in trattamento con DOAC.
Il periodo di osservazione medio è stato di 19 mesi, con un intervallo da 11 a 107 mesi.
Risultati principali
- Non si sono verificati eventi di formazione di coaguli (eventi trombotici) durante il periodo di osservazione.
- 32 pazienti hanno dovuto interrompere temporaneamente la terapia con DOAC a causa di:
- sanguinamenti;
- effetti collaterali (tossicità);
- aumento della creatinina (un indicatore di funzione renale alterata);
- piastrinopenia significativa, cioè un basso numero di piastrine nel sangue (meno di 50 miliardi per litro).
- Di questi 32, 11 hanno sospeso definitivamente la terapia:
- 7 per piastrinopenia;
- 4 per insufficienza renale.
- Non sono stati trovati fattori specifici che potessero prevedere il rischio di sanguinamento.
Cosa significa questo
Nonostante alcune interruzioni, i DOAC sono risultati efficaci nel prevenire coaguli e generalmente sicuri in questi pazienti. Gli episodi di sanguinamento non hanno portato spesso alla sospensione definitiva del trattamento.
Limiti dello studio
Lo studio è stato retrospettivo e con un numero limitato di pazienti, quindi i risultati devono essere interpretati con cautela.
In conclusione
I farmaci anticoagulanti orali diretti possono essere considerati una opzione efficace e sicura per pazienti con fibrillazione atriale e tumori del sangue, anche se è importante monitorare attentamente la funzione renale e il numero di piastrine durante la terapia.