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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/08/2022 Lettura: ~2 min

Studio INVICTUS: il ruolo dei NOAC nei pazienti con fibrillazione atriale e cardiopatia reumatica

Fonte
ESC Congress 2022 Connolly SJ et al. N Engl J Med. 2022. doi: 10.1056/NEJMoa2209051.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante sul trattamento con farmaci anticoagulanti in persone con fibrillazione atriale e problemi al cuore causati da una malattia reumatica. L'obiettivo è capire quale tipo di farmaco sia più efficace e sicuro per prevenire eventi gravi come ictus o infarto.

Che cosa sono i NOAC e la fibrillazione atriale

I NOAC sono farmaci anticoagulanti orali che non agiscono sulla vitamina K, usati per prevenire la formazione di coaguli nel sangue. La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di coaguli e quindi di ictus o embolie.

Lo studio INVICTUS

Lo studio ha coinvolto 4.565 pazienti con fibrillazione atriale e cardiopatia reumatica confermata con ecocardiogramma, un esame che mostra il cuore in movimento. Questi pazienti avevano almeno uno dei seguenti problemi:

  • un punteggio CHA2DS2-VASc pari o superiore a 2 (un sistema per valutare il rischio di ictus);
  • una valvola mitrale stretta (area ≤ 2 cm2);
  • segni di sangue lento o coaguli nell'atrio sinistro del cuore.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto rivaroxaban (un NOAC), l'altro un farmaco anticoagulante tradizionale chiamato antagonista della vitamina K (VKA).

Risultati principali

Dopo circa 3 anni di osservazione, è stato valutato un insieme di eventi gravi come:

  • ictus;
  • embolia sistemica (coaguli che bloccano i vasi in altre parti del corpo);
  • infarto del cuore;
  • morte per cause legate al cuore o ai vasi sanguigni.

Nel gruppo con rivaroxaban, questi eventi si sono verificati più spesso rispetto al gruppo con VKA. In particolare:

  • 560 pazienti su 2.275 nel gruppo rivaroxaban;
  • 446 pazienti su 2.256 nel gruppo VKA.

Non ci sono state differenze significative tra i due gruppi riguardo ai sanguinamenti maggiori, cioè quelli più gravi secondo criteri internazionali.

È stato però osservato che più persone hanno interrotto definitivamente il trattamento con rivaroxaban rispetto al VKA.

In conclusione

Per i pazienti con fibrillazione atriale e cardiopatia reumatica, il trattamento con i farmaci tradizionali (VKA) ha mostrato una maggiore capacità di ridurre eventi cardiovascolari gravi e la morte rispetto ai NOAC come il rivaroxaban, senza aumentare il rischio di sanguinamenti importanti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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