Che cosa è successo nel caso del paziente?
Un uomo di 79 anni con pressione alta e colesterolo alto ha subito un intervento al cuore per riparare una valvola. Dopo l'operazione, ha avuto episodi di fibrillazione atriale, un problema del ritmo cardiaco. Per prevenirne le complicazioni, è stato messo in terapia con anticoagulanti orali, prima con warfarin e poi con apixaban.
Dopo circa tre mesi, il paziente ha avuto un sanguinamento visibile nelle urine (macroematuria) e una leggera diminuzione dei globuli rossi (anemia). Per questo motivo, il dosaggio di apixaban è stato ridotto, anche se non erano presenti le condizioni necessarie per farlo. Inoltre, è stata richiesta una valutazione urgente da parte di un urologo.
Quando è giusto ridurre il dosaggio di un anticoagulante?
Un sanguinamento non autorizza automaticamente a ridurre la dose di un anticoagulante orale diretto (DOAC). Secondo esperti, usare una dose troppo bassa può non solo non diminuire significativamente il rischio di sanguinamento, ma anche aumentare il pericolo di eventi tromboembolici, cioè la formazione di coaguli che possono bloccare i vasi sanguigni. Se il sanguinamento è importante, la scelta migliore può essere sospendere temporaneamente il farmaco.
Il rischio di riprendere la stessa terapia senza modifiche
Il paziente ha continuato ad avere sanguinamenti e peggioramento dell'anemia, tanto che il farmaco è stato sospeso. Durante un ricovero per un intervento urologico, è stato nuovamente messo in terapia con apixaban a dose ridotta, anche se non adatta alle sue caratteristiche. Dopo la dimissione, il sanguinamento è ricominciato, ma gli esami non hanno evidenziato nuove lesioni.
È possibile cambiare anticoagulante?
Sì. Il medico ha scelto di passare a un altro anticoagulante, l'edoxaban, che si assume una volta al giorno e offre un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza. Questo farmaco ha molti dati scientifici a supporto, anche per il dosaggio ridotto, e può essere più adatto a pazienti come questo.
Come si decide il dosaggio corretto?
- Il paziente aveva 79 anni, un peso di 58 kg e una funzione renale leggermente ridotta (VFG 41 ml/min).
- Questi fattori sono importanti per stabilire la dose giusta di edoxaban, che in questo caso è stata 30 mg al giorno.
- Con questa scelta, il paziente non ha più avuto sanguinamenti e l'anemia è rimasta stabile.
Considerazioni importanti
- La dose corretta di anticoagulante può variare a seconda del farmaco e delle caratteristiche del paziente.
- Usare una dose ridotta senza i criteri giusti non protegge adeguatamente e non riduce significativamente il rischio di sanguinamento.
- Edoxaban a 30 mg è uno dei farmaci con più dati a supporto per la sicurezza, soprattutto in pazienti fragili.
In conclusione
La gestione del dosaggio degli anticoagulanti orali richiede attenzione alle caratteristiche individuali del paziente. Ridurre la dose senza motivi validi può essere pericoloso. Cambiare farmaco e scegliere la dose giusta, come nel caso di edoxaban, può migliorare la sicurezza e l'efficacia del trattamento, evitando sanguinamenti e complicazioni.