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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/09/2022 Lettura: ~3 min

Eparina a basso peso molecolare per la prevenzione primaria nei pazienti con COVID-19 non ricoverati

Fonte
Studi presentati al congresso ISTH 2022 e pubblicati su Lancet Haematology (Cools F, et al. e Barco S, et al., 2022).

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1281 Sezione: 2

Introduzione

Durante la pandemia di COVID-19, è stato studiato se l'eparina a basso peso molecolare potesse aiutare a prevenire complicazioni gravi nei pazienti non ricoverati. Recenti ricerche però mostrano risultati che ci aiutano a capire meglio quando e come usare questo trattamento.

Che cosa è stato studiato

Il COVID-19 può aumentare il rischio di problemi legati alla formazione di coaguli nel sangue, chiamati eventi tromboembolici. Per questo motivo, si è pensato di usare un farmaco chiamato eparina a basso peso molecolare per prevenire questi problemi, soprattutto nei pazienti ospedalizzati. Tuttavia, non era chiaro se questo trattamento fosse utile anche per chi non era ricoverato in ospedale.

Gli studi ETHIC e OVID

Due grandi studi clinici, chiamati ETHIC e OVID, hanno cercato di rispondere a questa domanda. Entrambi hanno confrontato pazienti con COVID-19 non ricoverati che hanno ricevuto eparina con pazienti che non l'hanno ricevuta.

  • ETHIC: ha coinvolto 219 pazienti non vaccinati, di almeno 30 anni, con almeno un fattore di rischio per una forma grave di COVID-19. La metà ha ricevuto eparina per tre settimane.
  • OVID: ha coinvolto 472 pazienti di almeno 50 anni con sintomi di COVID-19, non ricoverati. Anche qui, metà dei pazienti ha ricevuto eparina per due settimane.

Risultati principali

In entrambi gli studi, non è stata trovata alcuna differenza significativa tra i pazienti trattati con eparina e quelli non trattati, per quanto riguarda il rischio di ospedalizzazione o morte entro 21-30 giorni.

  • Nel gruppo con eparina, alcuni pazienti hanno avuto sanguinamenti lievi, ma in generale non ci sono stati eventi gravi legati al trattamento.
  • Il numero di eventi avversi, come la polmonite da COVID-19, è stato simile tra i gruppi.
  • Non sono stati osservati benefici chiari nel prevenire complicanze gravi usando l'eparina in pazienti non ricoverati.

Possibili spiegazioni e considerazioni

  • Il reclutamento dei pazienti è stato difficile e il numero di eventi gravi osservati è stato basso, forse perché i pazienti coinvolti erano meno a rischio rispetto alla popolazione generale.
  • Il dosaggio di eparina usato potrebbe essere stato troppo basso per mostrare un beneficio, ma dosi più alte potrebbero aumentare il rischio di sanguinamenti.
  • Il meccanismo con cui il COVID-19 aumenta il rischio di coaguli potrebbe essere più legato all'infiammazione che alla coagulazione diretta, suggerendo che altri tipi di trattamenti potrebbero essere più efficaci.
  • La maggior parte dei pazienti negli studi non era vaccinata, mentre oggi la vaccinazione è diffusa e potrebbe influenzare l'efficacia della prevenzione con eparina.

In conclusione

Gli studi recenti indicano che l'uso di eparina a basso peso molecolare per prevenire complicanze in pazienti con COVID-19 non ricoverati non mostra benefici chiari. Sono necessari ulteriori studi, specialmente in pazienti vaccinati e in quelli con maggior rischio, per capire meglio se e quando questo trattamento possa essere utile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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