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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/11/2022 Lettura: ~3 min

Rivaroxaban: un nuovo approccio per il tromboembolismo venoso nei pazienti con cancro

Fonte
Marcello Di Nisio, Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento, Università G. D’Annunzio, Chieti; dati e studi clinici pubblicati tra il 2018 e il 2022, tra cui SELECT-D, CASTA-DIVA, COSIMO, CASSINI e PROLAPS II; linee guida ASCO 2020 e American Society of Hematology 2021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Marcello Di Nisio Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1253 Sezione: 75

Introduzione

Il tromboembolismo venoso è una complicanza comune e seria nei pazienti con tumore. Fortunatamente, nuovi farmaci come il rivaroxaban stanno migliorando il trattamento e la prevenzione di questa condizione, offrendo soluzioni più semplici e efficaci. In questo testo spiegheremo come funziona il rivaroxaban e quali benefici può portare ai pazienti oncologici.

Che cos'è il tromboembolismo venoso (TEV) nei pazienti con cancro

Il tromboembolismo venoso (TEV) è una condizione che include due problemi principali: la trombosi venosa profonda (TVP), cioè la formazione di coaguli nelle vene profonde, e l'embolia polmonare (EP), ovvero il distacco di questi coaguli che possono arrivare ai polmoni. Nei pazienti con cancro, il TEV è una complicanza frequente e può verificarsi soprattutto nei primi mesi dopo la diagnosi, dopo un intervento chirurgico, durante le terapie antitumorali o nelle fasi avanzate della malattia.

Il TEV è molto importante perché è la seconda causa di morte dopo il tumore stesso. Può anche causare ritardi nelle cure, ospedalizzazioni e peggiorare la qualità di vita, già compromessa dalla malattia e dai trattamenti.

Il ruolo del rivaroxaban nel trattamento del TEV

Rivaroxaban è un farmaco anticoagulante che si prende per bocca e agisce bloccando un fattore importante nella formazione dei coaguli. Numerosi studi hanno dimostrato che il rivaroxaban è efficace e sicuro nel trattamento del TEV nei pazienti con cancro.

Studi principali sul trattamento

  • SELECT-D: ha confrontato rivaroxaban con un altro anticoagulante somministrato con iniezioni (dalteparina) in pazienti con tumore e TEV. Rivaroxaban ha ridotto il rischio di nuovi coaguli senza aumentare molto il rischio di sanguinamenti gravi, anche se ha aumentato quelli meno gravi, soprattutto nel tratto gastrointestinale.
  • CASTA-DIVA: ha mostrato che rivaroxaban è risultato efficace nel prevenire il peggioramento della trombosi e ha avuto un basso rischio di sanguinamenti maggiori.
  • SELECT-D:12 mesi: ha valutato l’effetto di prolungare il trattamento con rivaroxaban fino a 12 mesi, confermando una riduzione delle recidive di TEV senza aumentare i sanguinamenti maggiori.
  • COSIMO: ha raccolto le opinioni dei pazienti che hanno cambiato da terapie iniettive a rivaroxaban orale, evidenziando un miglioramento nella soddisfazione e nella qualità di vita.

Il rivaroxaban per la prevenzione del TEV

Pazienti ambulatoriali

Nei pazienti con cancro che ricevono cure a domicilio e che hanno un alto rischio di TEV, rivaroxaban può essere usato per prevenire la formazione di coaguli. Lo studio CASSINI ha mostrato che rivaroxaban riduce il rischio di TEV rispetto al placebo, con un lieve aumento del rischio di sanguinamenti.

Pazienti sottoposti a chirurgia

Nei pazienti con cancro che devono affrontare un intervento chirurgico importante, la prevenzione del TEV è fondamentale. Attualmente si usa principalmente l’eparina a basso peso molecolare, ma uno studio recente (PROLAPS II) ha dimostrato che rivaroxaban può ridurre significativamente il rischio di TEV dopo chirurgia laparoscopica per tumore del colon-retto, senza aumentare i sanguinamenti gravi.

Vantaggi del rivaroxaban

  • Si assume per bocca, quindi è più semplice e comodo rispetto alle iniezioni.
  • Non richiede controlli frequenti del sangue, a differenza di altri anticoagulanti.
  • Può migliorare la qualità di vita e la soddisfazione dei pazienti.
  • Ha dimostrato efficacia e sicurezza in numerosi studi clinici.

In conclusione

Il rivaroxaban rappresenta una nuova e promettente opzione per il trattamento e la prevenzione del tromboembolismo venoso nei pazienti con cancro. Offre un modo più semplice di assumere la terapia anticoagulante, con un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza. Sebbene in Italia il suo uso per la prevenzione nei pazienti oncologici non sia ancora ufficialmente approvato, le evidenze scientifiche supportano il suo impiego in questo ambito, migliorando la gestione del TEV e la qualità di vita dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Marcello Di Nisio

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