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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/11/2022 Lettura: ~2 min

Esercizio fisico e protezione del cuore durante la chemioterapia con antracicline

Fonte
Foulkes, et al. 10.1161/CIRCULATIONAHA.122.062814.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La chemioterapia con antracicline, usata per trattare alcuni tumori, può a volte causare problemi al cuore. Questo testo spiega come l'esercizio fisico controllato possa aiutare a proteggere la funzione cardiaca durante questo trattamento, basandosi su uno studio scientifico.

Che cosa sono le antracicline e il rischio per il cuore

Le antracicline sono farmaci usati nella chemioterapia per combattere il tumore al seno. Tuttavia, possono causare una tossicità cardiaca, cioè un danno al cuore che può ridurre la sua capacità di funzionare bene.

Lo studio sull'esercizio fisico

Un gruppo di 104 donne con tumore al seno, di età compresa tra 40 e 75 anni, è stato diviso in due gruppi:

  • un gruppo ha seguito un programma di esercizio fisico aerobico e di resistenza, 3-4 volte a settimana per 12 mesi;
  • l'altro gruppo ha ricevuto le cure abituali senza esercizio specifico.

Come è stata valutata la salute del cuore

Le pazienti sono state controllate all'inizio, dopo 4 mesi e dopo 12 mesi con diversi esami:

  • Test cardiopolmonare: misura la capacità del cuore e dei polmoni durante l'attività fisica, valutando il VO2 di picco, cioè la quantità massima di ossigeno utilizzata dal corpo;
  • Risonanza magnetica cardiaca da sforzo: valuta la capacità del cuore di aumentare la sua funzione durante l'attività, chiamata "riserva cardiaca";
  • Ecocardiogramma: controlla la funzione del cuore usando ultrasuoni, con particolare attenzione a un parametro chiamato global longitudinal strain (GLS), che misura quanto bene si muovono le pareti del cuore;
  • Esami del sangue: misurano sostanze come la troponina e il BNP, che indicano eventuali danni o stress al cuore.

I risultati principali

  • L'esercizio fisico ha ridotto il rischio di limitazione funzionale del cuore dopo 4 mesi, cioè ha aiutato il cuore a mantenere una buona capacità di lavoro;
  • Dopo 12 mesi, il beneficio era meno evidente, ma analizzando solo chi ha seguito bene il programma di esercizio, il vantaggio è rimasto significativo;
  • Le donne che si sono allenate hanno mostrato un aumento del VO2 di picco di circa 3,5 mL/kg/min, segno di migliorata capacità cardiopolmonare;
  • La "riserva cardiaca" è migliorata, cioè il cuore era più capace di aumentare la sua funzione durante lo sforzo;
  • Non ci sono state differenze significative nei valori di GLS e BNP tra i gruppi;
  • La troponina, che aumenta in caso di danno al cuore, è cresciuta meno nelle donne che hanno fatto esercizio, indicando un minore danno cardiaco.

In conclusione

L'esercizio fisico regolare e controllato durante la chemioterapia con antracicline può aiutare a proteggere il cuore, migliorando la sua capacità di lavoro e riducendo alcuni segnali di danno. Questo suggerisce che l'attività fisica può essere un valido supporto per le pazienti in trattamento, sempre sotto controllo medico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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