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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/11/2022 Lettura: ~2 min

Stratificazione prognostica nelle cardiomiopatie: meglio il genotipo o il fenotipo?

Fonte
Paldino, et al. 10.1016/j.jacc.2022.08.804.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Gentile Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le cardiomiopatie sono malattie del cuore che possono presentarsi in modi diversi e con cause genetiche differenti. Capire quale aspetto, tra il genotipo (le caratteristiche genetiche) e il fenotipo (le caratteristiche visibili della malattia), sia più importante per prevedere l’andamento della malattia può aiutare a gestire meglio i pazienti. Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato questi due aspetti.

Che cosa sono genotipo e fenotipo nelle cardiomiopatie?

Genotipo indica le mutazioni o variazioni nei geni di una persona che possono causare la malattia. Fenotipo si riferisce ai segni e sintomi visibili della cardiomiopatia, come il tipo di danno al cuore che si può osservare con gli esami.

Lo studio e i pazienti coinvolti

Lo studio ha seguito 281 pazienti con cardiomiopatie e mutazioni genetiche considerate dannose o probabilmente dannose. La maggior parte (80%) aveva una cardiomiopatia dilatativa, cioè con il cuore ingrandito e meno efficiente, mentre gli altri avevano una cardiomiopatia aritmogena che colpisce una o entrambe le parti del cuore destro o sinistro.

Risultati principali

  • Durante il periodo di osservazione, gli eventi aritmici maggiori (come aritmie gravi o morte improvvisa) sono avvenuti soprattutto in pazienti con mutazioni genetiche specifiche (DSP, PKP2, LMNA e FLNC) e non in quelli con il fenotipo dilatativo.
  • Analizzando i dati considerando età e sesso, si è visto che il genotipo (le mutazioni genetiche) è stato più utile di quanto non sia stato il fenotipo per prevedere il rischio di questi eventi.
  • In particolare, la mutazione nel gene LMNA è stata collegata a un rischio più alto di morte, necessità di trapianto di cuore o di impianto di dispositivi meccanici di assistenza al ventricolo sinistro (LVAD).

Cosa significa questo per i pazienti?

Questi risultati suggeriscono che conoscere le mutazioni genetiche di una persona con cardiomiopatia può aiutare i medici a valutare meglio il rischio di eventi gravi, più di quanto possa fare l’osservazione dei sintomi o delle caratteristiche del cuore. Questo può essere importante per decidere come seguire e trattare ogni paziente.

In conclusione

Lo studio mostra che, nelle cardiomiopatie, il genotipo (le mutazioni genetiche) è più utile del fenotipo (le caratteristiche visibili della malattia) per prevedere il rischio di eventi gravi come aritmie e morte improvvisa. In particolare, alcune mutazioni, come quella del gene LMNA, indicano un rischio più alto e richiedono attenzione speciale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Gentile

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