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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/01/2023 Lettura: ~3 min

Rivalutazione della terapia anticoagulante in una paziente oncologica

Fonte
Gianpaolo D’Arco, U.O.C. UTIC/Cardiologia, Ospedale “San Luca” - Vallo della Lucania, ASL Salerno

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gianpaolo D’Arco Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Francesca, una donna di 81 anni con una diagnosi di tumore al seno e altre condizioni di salute, necessita di una revisione della sua terapia anticoagulante prima di iniziare un trattamento oncologico specifico. Questo caso mostra l'importanza di adattare le cure in base alle diverse esigenze mediche, mantenendo la sicurezza e l'efficacia dei farmaci.

Chi è Francesca e qual è la sua situazione

Francesca ha 81 anni ed è stata diagnosticata con un tumore al seno chiamato carcinoma duttale in situ di alto grado. Ha subito un intervento chirurgico per rimuovere la mammella, mantenendo la pelle e il capezzolo. L'esame del tumore ha mostrato che più dell'80% delle cellule tumorali ha recettori per gli ormoni estrogeni e progesterone, il che è importante per la scelta della terapia.

Non ci sono segni di diffusione del tumore ai linfonodi vicini. Ora è necessario iniziare una terapia con il farmaco Tamoxifene, che aiuta a ridurre il rischio che il tumore ritorni.

Le condizioni di salute di Francesca

  • Fibrillazione atriale parossistica (un disturbo del ritmo cardiaco) già trattata in passato senza successo.
  • Malattia cardiaca ischemica con intervento di rivascolarizzazione.
  • Ipertensione (pressione alta) e dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue).
  • Insufficienza renale cronica di grado moderato (funzione renale ridotta).
  • Altre condizioni come carenza di vitamina D, gastrite e precedente rimozione della cistifellea.

La terapia attuale e la necessità di modificarla

Francesca prende diversi farmaci, tra cui un anticoagulante chiamato Apixaban, che serve a prevenire la formazione di coaguli nel sangue a causa della fibrillazione atriale.

Durante la visita cardiologica, sono stati eseguiti esami come l'elettrocardiogramma e l'ecocardiogramma che hanno mostrato alcune alterazioni ma nessuna situazione critica. Gli esami del sangue indicano una funzione renale ridotta, ma stabile.

Considerando la necessità di iniziare il Tamoxifene, è stata decisa la sostituzione di Apixaban con un altro anticoagulante chiamato Edoxaban, mantenendo gli altri farmaci invariati.

Perché cambiare anticoagulante?

Il Tamoxifene viene elaborato dal fegato attraverso un sistema chiamato CYP3A4. Alcuni farmaci che usano lo stesso sistema possono interferire tra loro, causando problemi o riducendo l'efficacia.

In particolare, il Tamoxifene non deve essere usato con alcuni anticoagulanti come i dicumarolici. Per quanto riguarda gli anticoagulanti diretti (DOAC), l'uso con Apixaban o Dabigatran richiede cautela in pazienti con alto rischio di sanguinamento, come Francesca che ha un punteggio di rischio moderato.

Al contrario, con Edoxaban e Rivaroxaban non sono state riscontrate controindicazioni di questo tipo.

Edoxaban è stato scelto perché ha dimostrato un buon profilo di sicurezza nei pazienti anziani e con funzione renale ridotta, come evidenziato dallo studio ENGAGE-AF TIMI 48.

Importanza del controllo e della personalizzazione della terapia

Questo caso sottolinea quanto sia importante seguire attentamente i pazienti che assumono anticoagulanti, soprattutto quando devono iniziare trattamenti oncologici che possono interagire con i farmaci già in uso.

Adattare la terapia in modo corretto aiuta a garantire la massima efficacia e sicurezza, evitando complicazioni come sanguinamenti o ridotta protezione contro i coaguli.

In conclusione

Francesca, una paziente anziana con tumore al seno e diverse condizioni cardiache, ha necessitato di una modifica della sua terapia anticoagulante prima di iniziare il trattamento con Tamoxifene. La sostituzione di Apixaban con Edoxaban è stata decisa per ridurre il rischio di interazioni e garantire una maggiore sicurezza, dimostrando l'importanza di un controllo medico attento e personalizzato nei pazienti con situazioni complesse.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gianpaolo D’Arco

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