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Articolo per pazienti Pubblicato: 17/02/2023 Lettura: ~2 min

Trattamento dell’occlusione dell’arteria cerebrale posteriore: meno è meglio

Fonte
International Stroke Conference 2023 - Sebben C et al. Stroke. 2023. doi: 10.1161/STROKEAHA.122.042283.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

In caso di ictus causato dall’occlusione di un’arteria cerebrale posteriore, esistono diverse opzioni di trattamento. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio recente che ha confrontato due tipi di terapie, per aiutare a comprendere quale approccio può essere più sicuro ed efficace.

Che cos’è l’occlusione dell’arteria cerebrale posteriore

Circa il 2% delle persone che subiscono un ictus ischemico acuto ha un blocco in un’arteria chiamata arteria cerebrale posteriore (PCA). Questo tipo di ictus può causare problemi come:

  • difetti nel campo visivo, cioè difficoltà a vedere in alcune aree;
  • problemi di memoria o di pensiero (disfunzione cognitiva);
  • debolezza a un lato del corpo (emiparesi);
  • dolore nervoso (dolore neuropatico).

Anche se i sintomi iniziali possono sembrare da lievi a moderati, più della metà dei pazienti può sviluppare una disabilità grave entro tre mesi.

Le terapie disponibili

Le linee guida internazionali consigliano di usare una terapia chiamata trombolisi endovenosa (IVT), cioè un farmaco che scioglie il coagulo, se il trattamento inizia entro 4,5 ore dall’inizio dell’ictus e non ci sono controindicazioni.

Un’altra opzione è la terapia endovascolare (EVT), che consiste nell’inserire un piccolo strumento nei vasi sanguigni per rimuovere il blocco. Tuttavia, non è chiaro se questa terapia sia più utile o meno rispetto alla sola terapia medica ottimale (OMT), perché i pazienti con questo tipo di ictus non sono stati inclusi negli studi principali che hanno valutato l’EVT.

Lo studio recente

Uno studio osservazionale multicentrico ha analizzato 752 pazienti con ictus da occlusione del primo o secondo segmento dell’arteria cerebrale posteriore (P1 o P2). Di questi, 167 hanno ricevuto la terapia medica ottimale più la terapia endovascolare (OMT+EVT), mentre 585 hanno ricevuto solo la terapia medica (OMT).

Le caratteristiche dei pazienti erano simili nei due gruppi, con un’età media di 74 anni e sintomi di gravità moderata.

Risultati principali

  • La terapia endovascolare non ha mostrato un miglioramento significativo nella probabilità di un buon recupero funzionale.
  • Al contrario, è stata associata a un rischio più alto di sanguinamento nel cervello (emorragia intracranica sintomatica).
  • Inoltre, i pazienti trattati con EVT avevano più probabilità di peggiorare neurologicamente nelle prime ore dopo il trattamento.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati suggeriscono che la terapia endovascolare non dovrebbe essere usata di routine nei pazienti con ictus causato da occlusione dell’arteria cerebrale posteriore. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi più precisi per confermare queste indicazioni.

In conclusione

In caso di ictus da occlusione dell’arteria cerebrale posteriore, la terapia medica ottimale rimane il trattamento consigliato. L’uso della terapia endovascolare non ha mostrato benefici chiari e può aumentare il rischio di complicazioni. Sono necessari ulteriori studi per definire meglio il ruolo di questa terapia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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