CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2023 Lettura: ~3 min

L'uso dell'imaging cardiovascolare nelle sindromi coronariche croniche e l'aderenza alle linee guida ESC: il registro EURECA

Fonte
Danilo Neglia - Eur Heart J. 2023 Jan 7;44(2):142-158. doi: 10.1093/eurheartj/ehac640.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Le malattie del cuore, in particolare quelle legate alle arterie coronarie, restano una delle principali cause di morte in Europa. Negli ultimi anni, sono stati sviluppati metodi per migliorare la diagnosi e la gestione di queste condizioni. Questo testo spiega come vengono usati gli esami di imaging del cuore nelle sindromi coronariche croniche e quanto le pratiche mediche seguano le raccomandazioni europee più aggiornate.

Che cosa sono le sindromi coronariche croniche (CCS)

Le sindromi coronariche croniche sono condizioni in cui le arterie del cuore sono parzialmente ostruite, riducendo il flusso di sangue al muscolo cardiaco. Questo può causare dolore al petto o altri sintomi e rappresenta una delle principali cause di morte in Europa.

L'importanza dell'imaging cardiovascolare

L'imaging cardiovascolare comprende diversi esami che permettono di vedere il cuore e le sue arterie senza dover fare interventi invasivi. Questi esami aiutano a capire se ci sono ostruzioni o problemi di flusso sanguigno.

Negli ultimi anni, l'uso di questi esami è aumentato, ma in modo diverso tra i vari paesi europei. Questo ha fatto emergere la necessità di linee guida comuni per un uso più uniforme e appropriato.

Le linee guida ESC 2019

La Società Europea di Cardiologia (ESC) ha pubblicato nel 2019 delle linee guida aggiornate per gestire le sindromi coronariche croniche. Queste indicano quando e come usare gli esami di imaging per identificare i pazienti che potrebbero beneficiare di trattamenti più invasivi.

Le linee guida suggeriscono di valutare la probabilità che un paziente abbia un'ostruzione significativa nelle arterie del cuore prima di decidere quali esami fare. In base a questa valutazione, si scelgono i test più adatti, che possono essere non invasivi (come l'ecografia sotto sforzo o la tomografia computerizzata) o invasivi (come l'angiografia coronarica).

Il registro EURECA

Per capire quanto queste linee guida vengano seguite nella pratica reale, è stato creato il registro EURECA, uno studio internazionale che ha raccolto dati su pazienti con sindromi coronariche croniche in diversi paesi europei.

Le caratteristiche principali dei pazienti studiati erano:

  • Età media di 64 anni
  • 60% uomini
  • 42% con probabilità pre-test di malattia coronarica superiore al 15%
  • 27% con malattia coronarica nota in passato
  • 5% con funzione cardiaca ridotta

Tipi di esami usati

  • ECG da sforzo nel 32% dei casi
  • Imaging da sforzo come prima scelta nel 40%
  • Tomografia computerizzata coronarica (CTCA) nel 22%
  • Angiografia coronarica invasiva (ICA) come primo test nel 17% e come test successivo nel 11%

Risultati principali

  • Il 24% dei pazienti aveva un'ostruzione significativa delle arterie coronarie
  • Il 19% mostrava ischemia, cioè ridotto flusso di sangue al cuore durante lo sforzo
  • Il 13% è stato sottoposto a procedure per migliorare il flusso sanguigno (rivascolarizzazione)

Aderenza alle linee guida e impatto sulla gestione

In quasi la metà dei pazienti (44%), il percorso diagnostico non seguiva le raccomandazioni delle linee guida ESC. In questi casi:

  • Si usava meno spesso l'imaging da stress o la tomografia computerizzata
  • Si eseguivano più frequentemente l'ECG da sforzo e l'angiografia invasiva

Quando invece le linee guida venivano seguite, si osservavano:

  • Meno esami invasivi inutili
  • Maggiore capacità di identificare correttamente la malattia coronarica
  • Più interventi terapeutici appropriati
  • Migliore qualità della vita per i pazienti
  • Meno esami aggiuntivi e tempi più lunghi per gli interventi tardivi

In conclusione

L'uso degli esami di imaging nelle sindromi coronariche croniche è molto variabile in Europa. Le linee guida ESC 2019 offrono indicazioni chiare per un uso più corretto e mirato di questi test. Tuttavia, nella pratica clinica, quasi la metà dei pazienti non viene gestita seguendo queste raccomandazioni. Quando le linee guida vengono adottate, si riducono gli esami invasivi inutili e si migliorano sia la diagnosi sia i trattamenti, con benefici per la qualità della vita dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA