CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 04/05/2023 Lettura: ~2 min

Impatto del momento in cui si esegue l'ablazione della fibrillazione atriale sulla ricorrenza dell'aritmia

Fonte
Kalman et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehad247.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'ablazione transcatetere è un trattamento usato per la fibrillazione atriale, un tipo di aritmia cardiaca. Questo studio ha confrontato i risultati di un intervento fatto presto rispetto a uno fatto dopo un anno, per capire se il momento in cui si esegue l'ablazione influisce sulla ricomparsa dell'aritmia.

Che cos'è l'ablazione transcatetere nella fibrillazione atriale

L'ablazione transcatetere è una procedura che mira a correggere l'aritmia, cioè un battito cardiaco irregolare, interrompendo le aree del cuore che la causano. È considerata un trattamento efficace per la fibrillazione atriale (AF).

Lo studio e il suo scopo

Un gruppo di 100 pazienti con fibrillazione atriale sintomatica è stato diviso in due gruppi:

  • uno ha ricevuto l'ablazione entro un mese dalla diagnosi (ablazione precoce);
  • l'altro ha iniziato una terapia con farmaci antiaritmici e ha fatto l'ablazione dopo 12 mesi (ablazione ritardata).

L'obiettivo era vedere se fare l'ablazione subito o dopo un anno cambiava la probabilità di non avere più episodi di aritmia nei 12 mesi successivi all'intervento.

Risultati principali

  • Alla fine dello studio, circa il 56% dei pazienti con ablazione precoce e il 59% con ablazione ritardata non avevano più episodi di aritmia.
  • Non ci sono state differenze significative nel carico di fibrillazione atriale, cioè nella quantità di tempo in cui il cuore batteva in modo irregolare, tra i due gruppi.
  • Nemmeno il tipo di fibrillazione atriale (parossistica, che si presenta a episodi, o persistente, che dura più a lungo) ha influenzato i risultati.
  • L'uso di farmaci antiaritmici dopo l'ablazione era simile in entrambi i gruppi.

Cosa significa questo

Ritardare l'ablazione di un anno, iniziando prima con i farmaci, non sembra ridurre l'efficacia dell'intervento nel controllare la fibrillazione atriale.

In conclusione

Lo studio mostra che sia l'ablazione precoce sia quella ritardata dopo un anno hanno risultati simili nel prevenire la ricomparsa dell'aritmia. Questo suggerisce che la scelta del momento per eseguire l'ablazione può essere flessibile e personalizzata in base alle esigenze del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA