Cosa sono la stenosi aortica e la TAVI?
La stenosi aortica severa è un restringimento della valvola aortica (la valvola che regola il flusso di sangue dal cuore al resto del corpo). Quando questo restringimento è grave, il cuore fatica a pompare sangue in modo efficiente.
La TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation, cioè l'impianto di una nuova valvola aortica attraverso un catetere, senza aprire il torace) è oggi una delle procedure più usate per trattare questa condizione, soprattutto nelle persone anziane o fragili.
Molte persone con stenosi aortica severa hanno anche una coronaropatia (un restringimento delle arterie coronarie, cioè i vasi che portano sangue al muscolo cardiaco). Questo è molto comune, perché entrambe le condizioni tendono a svilupparsi con l'età.
💡 Cos'è l'angioplastica coronarica?
L'angioplastica è una procedura minimamente invasiva che serve ad allargare un'arteria coronaria ristretta. Si esegue inserendo un piccolo palloncino (e spesso uno stent, cioè una piccola rete metallica) nell'arteria attraverso un catetere. Dopo l'angioplastica è necessario assumere una terapia antiaggregante (farmaci che rendono il sangue meno "appiccicoso" per evitare la formazione di coaguli), il che può complicare la gestione di altre procedure chirurgiche nello stesso periodo.
Il problema: trattare tutto prima della TAVI è davvero necessario?
Per anni, quando si scopriva una stenosi coronarica significativa in un paziente candidato alla TAVI, si tendeva a eseguire l'angioplastica prima dell'impianto valvolare. L'obiettivo era ridurre il rischio di ischemia (mancanza di sangue al cuore) durante la procedura.
Questa abitudine, però, non era basata su prove scientifiche solide. E comportava dei rischi aggiuntivi, soprattutto per le persone anziane e fragili:
- Maggiore esposizione al mezzo di contrasto (una sostanza usata durante le procedure radiologiche, che può affaticare i reni)
- Rischio di sanguinamento legato alla terapia antiaggregante
- Possibili complicanze vascolari (problemi ai vasi sanguigni)
- Ricovero più lungo
Lo studio PRO-TAVI: cosa ha scoperto?
Il trial PRO-TAVI, pubblicato sulla rivista scientifica Lancet nel 2026, ha cercato di rispondere a una domanda precisa: è davvero necessario trattare le arterie coronarie ristrette prima della TAVI, oppure si può aspettare?
Lo studio ha coinvolto pazienti con stenosi aortica severa e coronaropatia trattabile. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:
- Un gruppo ha ricevuto l'angioplastica prima della TAVI (strategia routinaria)
- L'altro gruppo ha rimandato l'angioplastica, eseguendola solo se in seguito si fosse presentata una reale necessità clinica (strategia conservativa)
Il risultato è stato chiaro: rimandare l'angioplastica non peggiorava la salute dei pazienti rispetto a trattarla subito. In più, molti pazienti del secondo gruppo non hanno mai avuto bisogno dell'angioplastica, evitando così una procedura non necessaria.
💡 Perché è difficile valutare le coronarie prima della TAVI?
Prima di sostituire la valvola aortica, è complicato capire quanto una stenosi coronarica sia davvero pericolosa. Il motivo è che il restringimento della valvola altera il flusso di sangue nel cuore, rendendo difficile distinguere i sintomi causati dalla valvola da quelli causati dalle coronarie. Sintomi come mancanza di respiro, affaticamento o dolore al petto possono essere dovuti alla stenosi aortica e migliorare dopo la TAVI. Solo dopo l'intervento valvolare si può valutare con più precisione se le coronarie richiedono davvero un trattamento.
Quando invece l'angioplastica va fatta prima?
La strategia di aspettare non è adatta a tutti. Ci sono situazioni in cui trattare le coronarie prima della TAVI rimane necessario e importante:
- Stenosi critica del tronco comune (un restringimento molto grave nell'arteria coronaria principale)
- Sindrome coronarica acuta (infarto o angina instabile in corso)
- Angina chiaramente ischemica (dolore al petto causato con certezza dalla mancanza di sangue alle coronarie)
- Situazioni in cui, dopo la TAVI, potrebbe essere difficile raggiungere le coronarie con il catetere (per esempio a causa del tipo di protesi valvolare scelta)
Il tuo medico valuterà attentamente la tua situazione specifica prima di decidere qual è la strategia più adatta a te.
⚠️ Sintomi da non ignorare
Se hai una stenosi aortica o una coronaropatia e noti uno di questi segnali, contatta subito il tuo medico o recati al pronto soccorso:
- Dolore o pressione al petto, anche a riposo
- Mancanza di respiro improvvisa o peggiorata rispetto al solito
- Svenimento o sensazione di svenimento
- Palpitazioni forti o irregolari
- Gonfiore improvviso alle gambe o alle caviglie
✅ Domande utili da fare al tuo medico
Se sei candidato alla TAVI e hai anche una coronaropatia, ecco alcune domande che puoi portare alla tua prossima visita:
- "Le mie arterie coronarie richiedono un trattamento prima della TAVI o possiamo aspettare?"
- "I miei sintomi (respiro corto, affaticamento) sono causati dalla valvola o anche dalle coronarie?"
- "Dopo la TAVI, sarà facile accedere alle mie coronarie se in futuro dovesse servire un'angioplastica?"
- "Quali farmaci dovrò prendere e per quanto tempo dopo la procedura?"
- "Quali controlli dovrò fare nei mesi successivi alla TAVI?"
In sintesi
Lo studio PRO-TAVI ha dimostrato che, nei pazienti stabili con stenosi aortica severa e coronaropatia, non è sempre necessario trattare le arterie coronarie prima della TAVI. Aspettare è sicuro e permette di evitare procedure non necessarie, riducendo i rischi legati a ogni intervento aggiuntivo. La decisione va però presa caso per caso, insieme al tuo medico, tenendo conto dei tuoi sintomi, della tua salute generale e delle caratteristiche specifiche della tua coronaropatia. L'obiettivo è sempre quello di offrirti il percorso più sicuro ed efficace per te.