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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/09/2023 Lettura: ~2 min

La fistola esofagea dopo ablazione transcatetere della fibrillazione atriale: lo studio POTTER-AF

Fonte
Tilz et al https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehad250.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fistola esofagea è una complicanza molto rara ma grave che può verificarsi dopo un trattamento chiamato ablazione transcatetere per la fibrillazione atriale, un tipo di disturbo del ritmo cardiaco. Questo studio internazionale ha raccolto dati su questa condizione per capire meglio quanto è frequente, come si manifesta e quali sono i risultati del trattamento.

Che cos'è la fistola esofagea dopo ablazione transcatetere

La fistola esofagea è un collegamento anomalo che si forma tra l'esofago, il tubo che porta il cibo dalla bocca allo stomaco, e l'atrio sinistro del cuore. Questa complicanza può accadere dopo l'ablazione transcatetere, una procedura usata per trattare la fibrillazione atriale, un'aritmia cardiaca.

Lo studio POTTER-AF

Un registro internazionale ha raccolto dati da 214 centri in 35 paesi, con un totale di 553.729 procedure di ablazione. Queste procedure utilizzano principalmente due tipi di energia:

  • Radiofrequenza (circa il 63%)
  • Criopalloncino (circa il 36%)

La fistola esofagea è stata diagnosticata in 138 pazienti, che rappresentano circa lo 0,025% di tutti i casi. La complicanza è risultata più frequente con la radiofrequenza (0,038%) rispetto al criopalloncino (0,0015%).

Come si manifesta e si diagnostica

  • Il tempo medio tra la procedura e la comparsa dei sintomi è stato di circa 18 giorni.
  • Il tempo medio per arrivare alla diagnosi è stato di circa 21 giorni.
  • Il sintomo più comune all'inizio è stata la febbre (circa il 59%).
  • La diagnosi si basa principalmente sulla tomografia computerizzata (TC) del torace, utilizzata nell'80% dei casi.

Trattamenti e risultati

I pazienti sono stati trattati in tre modi diversi:

  • Chirurgia esofagea (circa il 47%)
  • Trattamento endoscopico diretto, cioè con strumenti inseriti attraverso la bocca (circa il 20%)
  • Trattamento conservativo, senza interventi invasivi (circa il 33%)

La mortalità complessiva è stata molto alta, intorno al 65,8%. Tuttavia, chi ha ricevuto un trattamento chirurgico o endoscopico ha avuto una mortalità significativamente più bassa rispetto a chi ha ricevuto solo il trattamento conservativo.

In conclusione

La fistola esofagea dopo ablazione transcatetere della fibrillazione atriale è una complicanza molto rara ma grave, che si verifica più spesso con l'uso di energia a radiofrequenza. La diagnosi può richiedere tempo e la febbre è spesso il primo segno. La mortalità è molto alta senza interventi specifici, mentre i trattamenti chirurgici o endoscopici migliorano significativamente le possibilità di sopravvivenza.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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