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Articolo per pazienti Pubblicato: 11/09/2023 Lettura: ~3 min

L'efficacia della TAVI nei pazienti con stenosi aortica e shock cardiogeno

Fonte
Goel et al, European Heart Journal, DOI: 10.1093/eurheartj/ehad387.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La stenosi aortica grave può causare una condizione molto seria chiamata shock cardiogeno, che rende difficile per il cuore pompare sangue in modo adeguato. In questi casi, il trattamento tradizionale spesso non è sufficiente e può essere rischioso. La procedura chiamata TAVI, che sostituisce la valvola aortica in modo meno invasivo, offre nuove speranze. Qui spieghiamo i risultati recenti su questa procedura in pazienti con questa grave condizione.

Che cos'è lo shock cardiogeno nella stenosi aortica

Lo shock cardiogeno è una situazione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare le esigenze del corpo. Quando questo avviene in pazienti con stenosi aortica grave (cioè un restringimento importante della valvola aortica), la prognosi è spesso molto sfavorevole.

In passato, i trattamenti conservativi o la valvuloplastica con palloncino (una procedura per allargare temporaneamente la valvola) hanno mostrato risultati limitati, con alti tassi di mortalità a breve e lungo termine.

Perché la sostituzione chirurgica della valvola è difficile in questi pazienti

Molti pazienti con shock cardiogeno non possono sottoporsi a un intervento chirurgico tradizionale per sostituire la valvola a causa dell'elevato rischio di complicazioni e morte durante o subito dopo l'operazione.

Cos'è la TAVI e perché è importante

La sostituzione transcatetere della valvola aortica (TAVI) è una procedura meno invasiva che permette di sostituire la valvola aortica senza aprire il torace. Questo la rende una valida alternativa per i pazienti ad alto rischio.

Circa l'1-4% dei pazienti che si sottopongono a TAVI si trovano in shock cardiogeno al momento della procedura.

Risultati di uno studio su larga scala

Uno studio ha analizzato i dati di oltre 300.000 pazienti trattati con TAVI tra il 2014 e il 2017. Di questi, circa 5.000 erano in shock cardiogeno (1,6%).

Alcuni dati importanti emersi dallo studio sono:

  • La valvola è stata impiantata con successo nel 97,9% dei pazienti.
  • Il successo tecnico complessivo è stato del 94,5%.
  • I pazienti con shock cardiogeno avevano una mortalità più alta durante il ricovero (9,9% contro 2,7%), a 30 giorni (12,9% contro 4,9%) e a 1 anno (29,7% contro 22,6%) rispetto a quelli senza shock.
  • Tuttavia, tra i pazienti ancora vivi a 30 giorni, la mortalità a 1 anno era simile tra i due gruppi.
  • I pazienti sopravvissuti a 1 anno hanno mostrato un significativo miglioramento nella capacità di svolgere attività quotidiane e nella qualità della vita.

Fattori che influenzano la sopravvivenza

Lo studio ha identificato alcuni fattori legati a un rischio maggiore di mortalità a 1 anno, tra cui:

  • Età avanzata
  • Malattie delle arterie periferiche (arterie fuori dal cuore)
  • Presenza di un defibrillatore impiantabile
  • Dialisi (terapia per insufficienza renale)
  • Stato di immunodepressione
  • Sintomi gravi di insufficienza cardiaca
  • Altri parametri clinici come livelli bassi di albumina e emoglobina

In conclusione

La TAVI si conferma una procedura sicura ed efficace anche per i pazienti con stenosi aortica grave e shock cardiogeno, una condizione molto delicata. Sebbene il rischio di mortalità sia più alto nei primi 30 giorni, chi supera questa fase ha buone possibilità di vivere meglio e più a lungo, con una qualità di vita migliorata.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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