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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/09/2023 Lettura: ~3 min

Combattere l’ictus un neurone alla volta

Fonte
Conferenza dell’European Stroke Organisation 2023 (ESOC 2023), Monaco, 24-26 Maggio 2023

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione Aggiornato il 01/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1297 Sezione: 2

Introduzione

L’ictus è una condizione che colpisce il cervello e può avere conseguenze serie sulla salute. Recenti studi presentati alla Conferenza Europea sull’Ictus (ESOC 2023) hanno mostrato nuovi modi per migliorare il trattamento e la cura delle persone colpite da ictus. Questi progressi aiutano a capire meglio come intervenire e offrono speranza per una migliore qualità di vita.

Nuove strategie per l’ictus di grandi dimensioni

L’ictus di grandi dimensioni riguarda un’area estesa del cervello danneggiata a causa di un blocco dei vasi sanguigni principali. Uno studio chiamato TESLA ha valutato un trattamento chiamato trombectomia meccanica, che consiste nel rimuovere il blocco dai vasi sanguigni entro 24 ore dall’inizio dei sintomi. Questo studio ha mostrato che i pazienti trattati con trombectomia tendevano a recuperare meglio dopo 90 giorni, anche se i risultati non erano ancora definitivi.

La novità importante dello studio TESLA è che ha usato una tecnica diagnostica semplice e diffusa, la tomografia computerizzata (TC) senza contrasto, per selezionare i pazienti, rendendo il trattamento più accessibile. Inoltre, ha incluso pazienti con danni cerebrali più estesi rispetto ad altri studi precedenti.

Una meta-analisi chiamata MAGNA, che ha raccolto dati di circa 1000 pazienti, ha confermato che la trombectomia migliora le capacità funzionali a lungo termine, anche se c’è un rischio aumentato di peggioramento neurologico subito dopo l’intervento.

Quando iniziare la terapia anticoagulante dopo un ictus

Un altro studio importante, ELAN, ha esaminato il momento migliore per iniziare la terapia con anticoagulanti diretti (farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli) in pazienti con fibrillazione atriale che hanno avuto un ictus ischemico. Iniziare troppo presto può aumentare il rischio di sanguinamento, mentre iniziare troppo tardi può aumentare il rischio di un nuovo ictus.

Lo studio ha confrontato un inizio precoce della terapia (entro 48 ore per ictus lievi o dopo 6-7 giorni per quelli più gravi) con un inizio più tardivo. I risultati hanno mostrato una tendenza a favore dell’inizio precoce, suggerendo che si può iniziare la terapia valutando la gravità dell’ictus.

Anticoagulanti e prevenzione dell’ictus criptogenico

Lo studio ARCADIA ha confrontato l’uso dell’anticoagulante apixaban con l’aspirina in pazienti che hanno avuto un ictus senza una causa chiara (chiamato ictus criptogenico) ma con problemi al cuore (cardiopatia atriale) senza fibrillazione atriale. Lo studio ha mostrato che apixaban non ha ridotto il rischio di nuovi ictus né migliorato la sicurezza rispetto all’aspirina.

Questi risultati sono simili ad altri studi e indicano che, per ora, gli anticoagulanti non sembrano migliori dell’aspirina per prevenire nuovi ictus in questi pazienti.

Chirurgia minimamente invasiva per le emorragie cerebrali

Le emorragie cerebrali sono sanguinamenti all’interno del cervello che possono essere molto pericolosi. Il trattamento chirurgico è stato a lungo dibattuto perché non sempre i benefici superano i rischi. Lo studio ENRICH ha mostrato che una chirurgia minimamente invasiva per rimuovere i coaguli di sangue entro 24 ore dall’evento può migliorare i risultati clinici e ridurre la mortalità, soprattutto nelle emorragie che coinvolgono le parti esterne del cervello (emorragie lobari).

In conclusione

La conferenza ESOC 2023 ha presentato importanti novità nel trattamento dell’ictus, sia con farmaci che con interventi chirurgici. Questi progressi aiutano a migliorare la gestione della malattia e offrono nuove speranze per una migliore qualità di vita ai pazienti colpiti da ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Castiglione

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