Che cos'è l'ECMO e a cosa serve
L'ECMO è una procedura che aiuta il cuore e i polmoni a funzionare quando non riescono a farlo da soli. Viene usata come ponte, cioè un aiuto temporaneo, per i bambini che devono ricevere un trapianto di cuore.
Dati raccolti e pazienti coinvolti
Tra il 1994 e il 2009, sono stati analizzati i dati di 773 bambini supportati con ECMO in attesa di un trapianto di cuore. L'età media era di 6 mesi, con molti pazienti molto piccoli. Tra questi, il 28% aveva problemi al muscolo cardiaco (cardiomiopatia) e il 38% aveva già iniziato l'ECMO prima del trapianto.
Risultati principali
- Il 45% dei bambini ha ricevuto il trapianto di cuore.
- Tra quelli trapiantati, circa un terzo è deceduto prima di lasciare l'ospedale.
- La sopravvivenza complessiva fino alla dimissione ospedaliera è stata del 47%.
Fattori che influenzano la sopravvivenza
Alcuni elementi sono stati associati a un rischio maggiore di morte:
- Malattie cardiache congenite (problemi al cuore presenti dalla nascita).
- Necessità di rianimazione cardiopolmonare prima di iniziare l'ECMO.
- Disfunzione renale (problemi ai reni).
- Uso dell'ECMO per più di 14 giorni.
- ECMO usata come primo tentativo di recupero senza altre terapie.
Sopravvivenza in base al tipo di malattia
- Bambini con cardiomiopatia: 63% di sopravvivenza.
- Bambini con miocardite (infiammazione del cuore): 59%.
- Cardiopatie congenite con due ventricoli funzionanti: 44%.
- Cardiopatie congenite con un solo ventricolo funzionante: 33%.
Limiti dell'ECMO
L'ECMO è efficace per un supporto a breve termine, ma non è affidabile per un aiuto a lungo termine necessario in molti bambini in attesa di trapianto. Meno della metà dei bambini che usano l'ECMO come ponte al trapianto sopravvive fino alla dimissione dall'ospedale.
In conclusione
L'ECMO è uno strumento importante per sostenere temporaneamente il cuore e i polmoni nei bambini in attesa di un trapianto di cuore. Tuttavia, i risultati mostrano che è necessario sviluppare metodi migliori e più efficaci per aiutare questi piccoli pazienti a lungo termine, aumentando così le possibilità di sopravvivenza e recupero.