Che cosa è stato studiato
Un gruppo di 208 pazienti con sindrome di Brugada è stato seguito per capire se la presenza di una storia familiare di morte improvvisa influenzi il rischio di gravi problemi cardiaci o di morte.
Risultati principali
- Non è stata trovata una differenza significativa nel rischio di aritmie gravi o di morte improvvisa tra chi aveva o non aveva questa storia familiare.
Fattori associati a un rischio maggiore
Altri elementi sono invece risultati importanti per prevedere un andamento più difficile della malattia:
- Essere di sesso maschile.
- Avere già avuto un episodio di morte improvvisa dalla quale si è stati rianimati.
- Essere soggetti a sincope, cioè svenimenti improvvisi.
- Mostrare un particolare aspetto dell'elettrocardiogramma chiamato pattern tipo I spontaneo.
- Risultare positivi a uno specifico test chiamato studio elettrofisiologico, che valuta la suscettibilità a certi tipi di aritmie.
Prognosi a 5 anni
Se nessuno di questi fattori è presente, la prognosi a cinque anni risulta buona, con basso rischio di eventi gravi.
In conclusione
La presenza di una storia familiare di morte improvvisa non sembra aumentare il rischio di problemi gravi nei pazienti con sindrome di Brugada. Al contrario, altri fattori clinici e diagnostici sono più utili per valutare la prognosi e il rischio individuale.