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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/09/2011 Lettura: ~2 min

Disfunzione diastolica e rischio di recidiva di fibrillazione atriale

Fonte
American Journal of Cardiology 2011; 108:698-704.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovrandi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco che può ripresentarsi dopo il trattamento. Questo testo spiega in modo semplice come una particolare funzione del cuore, chiamata disfunzione diastolica, possa influenzare il rischio che la fibrillazione atriale ritorni.

Che cos'è la disfunzione diastolica?

La disfunzione diastolica riguarda la difficoltà del cuore a rilassarsi e a riempirsi di sangue tra un battito e l'altro. Questo può influire sul modo in cui il cuore funziona e sul rischio di problemi come la fibrillazione atriale.

Lo studio sui pazienti

Gli autori hanno osservato 51 persone che avevano avuto il loro primo episodio di fibrillazione atriale, senza cause legate alle valvole cardiache. Tutti sono stati trattati con una procedura chiamata cardioversione elettrica, che serve a riportare il cuore a un ritmo normale.

Durante lo studio, sono state misurate due cose importanti con un esame chiamato TDI (Tissue Doppler Imaging):

  • Velocità Em: indica quanto bene il cuore si rilassa.
  • Rapporto E/Em: un valore che aiuta a capire quanto il cuore si riempie di sangue.

I risultati

Tra i pazienti, 17 hanno avuto una recidiva precoce della fibrillazione atriale entro 15 giorni, e altri 5 una recidiva più tardiva.

L'analisi ha mostrato che il rapporto E/Em è utile per prevedere la possibilità che la fibrillazione atriale ritorni. In particolare:

  • Un valore di E/Em pari a 8,1 corrisponde a un rischio del 50% di recidiva.
  • Un valore di E/Em pari a 10,5 corrisponde a un rischio del 75% di recidiva.

Anche il volume tele sistolico del ventricolo sinistro (cioè la quantità di sangue rimasta nel cuore dopo la contrazione) è risultato associato a un aumento del rischio.

In conclusione

La difficoltà del cuore a rilassarsi e a riempirsi correttamente, misurata con il rapporto E/Em, può aumentare il rischio che la fibrillazione atriale torni dopo il trattamento. Questo dato può aiutare i medici a capire meglio quali pazienti potrebbero avere bisogno di un monitoraggio più attento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Annachiara Aldrovrandi

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