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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/10/2011 Lettura: ~3 min

Malattie cardiache congenite e trombosi

Fonte
Circulation. 2011; 124: 1511-1519.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La trombosi è una complicanza che può verificarsi nei bambini sottoposti a interventi chirurgici al cuore. Anche se spesso considerata rara e grave, è importante conoscerla meglio per prevenirla e gestirla in modo efficace. Questo testo spiega in modo semplice i principali aspetti legati alla trombosi nei piccoli pazienti con malattie cardiache congenite.

Che cos'è la trombosi dopo un intervento cardiaco

La trombosi è la formazione di un coagulo di sangue all'interno dei vasi sanguigni o del cuore, che può bloccare il flusso del sangue. Nei bambini che subiscono un intervento al cuore, questa condizione può comparire più spesso di quanto si pensasse in passato.

Quante trombosi si verificano e in chi

  • Su 1.542 interventi chirurgici al cuore in bambini, si sono registrati 444 coaguli (trombi) in 171 bambini, cioè circa l'11% degli interventi.
  • Il 66% di questi coaguli ha bloccato completamente o parzialmente il vaso o la camera cardiaca.
  • Il 60% dei coaguli ha causato sintomi evidenti.

Fattori che aumentano il rischio di trombosi

Alcune condizioni rendono più probabile la formazione di coaguli dopo l’intervento:

  • Età inferiore a 31 giorni (neonati molto piccoli).
  • Bassi livelli di ossigeno nel sangue prima dell’intervento (saturazione sotto l’85%).
  • Presenza di trombosi precedenti.
  • Trapianto di cuore.
  • Uso di tecniche di raffreddamento profondo durante l’intervento per fermare temporaneamente la circolazione.
  • Durata prolungata dell’uso di cateteri venosi centrali (tubi inseriti nelle vene per terapie).
  • Uso di supporto extracorporeo dopo l’intervento (macchina che aiuta temporaneamente il cuore e i polmoni).

Complicanze della trombosi

In circa il 14% dei coaguli si sono verificate complicazioni gravi, che sono più frequenti se:

  • Il coagulo si trova dentro il torace vicino al cuore o nelle arterie principali.
  • Il coagulo causa sintomi evidenti.
  • Il coagulo blocca parzialmente o totalmente il flusso sanguigno.

Al contrario, la presenza di un accesso venoso (un catetere) sembra ridurre il rischio di complicazioni gravi.

Effetti della trombosi sul decorso post-operatorio

  • I bambini con trombosi hanno bisogno di più tempo in terapia intensiva (circa 10 giorni in più).
  • La degenza in ospedale si allunga di circa 15 giorni.
  • Aumenta il rischio di arresto cardiaco.
  • È più probabile che servano altri interventi, sia con catetere che chirurgici.
  • La mortalità è più alta nei bambini che sviluppano trombosi.

Come evolve la trombosi nel tempo

In un gruppo di 129 bambini con trombosi seguiti a lungo termine, il 62% dei coaguli si è risolto, cioè è scomparso o si è ridotto significativamente. La probabilità di risoluzione è maggiore se:

  • Il coagulo si trova in alcune posizioni specifiche, come dentro il torace o nelle arterie esterne.
  • Il coagulo non blocca completamente il vaso.
  • Il bambino è più grande al momento dell’intervento.
  • Il numero di globuli bianchi è più alto dopo l’intervento.
  • I livelli di fibrinogeno (una proteina coinvolta nella coagulazione) sono più bassi dopo l’intervento.

In conclusione

La trombosi è una complicanza frequente nei bambini che subiscono interventi al cuore e può portare a problemi seri. È importante aumentare la consapevolezza su questo rischio per migliorare la prevenzione e la diagnosi precoce, così da garantire cure più sicure e risultati migliori.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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