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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/11/2011 Lettura: ~2 min

Gestione della sindrome coronarica acuta nei paesi in via di sviluppo: risultati dello studio ACCESS

Fonte
American Heart Journal Volume 162, Issue 5, Pages 852-859.e22, November 2011.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La sindrome coronarica acuta è una condizione grave che riguarda il cuore e richiede cure immediate. Questo studio ha esaminato come viene gestita questa malattia in diversi paesi in via di sviluppo, per capire meglio le terapie utilizzate e i risultati ottenuti. Le informazioni raccolte aiutano a migliorare l'assistenza e a ridurre i rischi per i pazienti.

Che cos'è lo studio ACCESS

Lo studio ACCESS ha raccolto dati su oltre 12.000 adulti con sindrome coronarica acuta (ACS) da 134 ospedali in 19 paesi dell'Africa, America Latina e Medio Oriente. L'ACS include due tipi principali di infarto: STEMI (infarto con elevazione del tratto ST) e NSTEMI (infarto senza elevazione del tratto ST).

Trattamenti utilizzati durante l'ospedalizzazione

  • Il 93% dei pazienti ha ricevuto aspirina, un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli.
  • Il 94% ha assunto statine, che aiutano a ridurre il colesterolo nel sangue.
  • Il 78% ha ricevuto beta bloccanti, farmaci che aiutano a ridurre il lavoro del cuore.
  • Il 68% ha preso ACE-inibitori, che aiutano a proteggere il cuore e i vasi sanguigni.

Gestione specifica dei pazienti con STEMI

Tra i pazienti con STEMI, circa il 39% non ha ricevuto trattamenti importanti come la fibrinolisi (farmaci per sciogliere i coaguli) o la rivascolarizzazione con PCI (una procedura per aprire le arterie bloccate). Questo significa che molti pazienti non hanno avuto accesso a cure che possono salvare il cuore.

Risultati a 12 mesi

La mortalità generale a un anno è stata del 7,3%. I pazienti con STEMI hanno avuto un rischio di morte più alto (8,4%) rispetto a quelli con NSTEMI (6,3%).

Fattori che aumentano il rischio di morte

  • Arresto cardiaco durante l'evento.
  • Trattamento antitrombinico, che indica una situazione clinica più grave.
  • Shock cardiogeno, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue.
  • Età superiore a 70 anni.

In conclusione

Lo studio ACCESS mostra che, anche se molti pazienti ricevono terapie importanti per la sindrome coronarica acuta, una parte significativa di quelli con infarto STEMI non riceve trattamenti chiave per riaprire le arterie bloccate. Migliorare l'accesso a queste cure può aiutare a ridurre il rischio di complicazioni e morte nel lungo termine.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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