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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/11/2011 Lettura: ~2 min

Studio TRIUMPH: declino cognitivo e infarto del cuore negli anziani

Fonte
American Heart Journal Volume 162, Issue 5, Pages 860-869.e1, November 2011.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato come il declino della memoria e delle capacità mentali, senza arrivare alla demenza, sia collegato all'infarto del cuore nelle persone anziane. Comprendere questa relazione aiuta a migliorare l'assistenza e il trattamento dopo un infarto.

Che cosa è stato studiato

Il declino cognitivo senza demenza, chiamato CIND, e l'infarto del cuore (infarto miocardico) sono comuni negli anziani. Tuttavia, non era chiaro come il CIND influenzi i risultati dopo un infarto.

Lo studio TRIUMPH ha analizzato 772 persone di età pari o superiore a 65 anni che avevano avuto un infarto tra il 2005 e il 2008.

Come è stato valutato il declino cognitivo

Un mese dopo l'infarto, ai pazienti è stato fatto un test telefonico chiamato TICS-m per misurare la loro funzione mentale.

In base ai punteggi, i pazienti sono stati divisi in tre gruppi:

  • Funzione cognitiva normale (punteggio > 22): 44,4% dei pazienti
  • Declino cognitivo lieve (punteggio 19-22): 29,8% dei pazienti
  • Declino cognitivo moderato/severo (punteggio < 19): 25,8% dei pazienti

Caratteristiche e trattamenti

Negli anziani con punteggi più bassi, cioè con più declino mentale, erano più frequenti:

  • Pressione alta
  • Problemi precedenti al cervello come ictus
  • Infarti passati

I trattamenti per l'infarto erano simili tra i gruppi, ma chi aveva declino cognitivo riceveva meno spesso:

  • Esami invasivi come la cateterizzazione cardiaca (un test per vedere le arterie del cuore)
  • Programmi di riabilitazione cardiaca, cioè attività e cure per aiutare il cuore a stare meglio

Risultati dopo un anno

I pazienti con declino cognitivo moderato o severo avevano una tendenza ad avere un rischio più alto di morte entro un anno dall'infarto, anche se questo risultato non è stato considerato statisticamente certo.

In conclusione

Molti anziani che sopravvivono a un infarto mostrano un declino mentale misurabile senza demenza. Questo declino è collegato a cure meno invasive e a meno partecipazione a programmi di riabilitazione, oltre che a una possibile maggiore mortalità entro un anno. Questi dati evidenziano l'importanza di considerare la funzione cognitiva nella cura degli anziani dopo un infarto.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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