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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/12/2011 Lettura: ~2 min

Il ruolo dell’onda J nell’identificare il rischio di tachicardie ventricolari del ventricolo destro

Fonte
doi: 10.1093/europace/eur256.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice uno studio che ha esaminato la relazione tra un particolare segno nell’elettrocardiogramma, chiamato onda J, e la comparsa di alcune aritmie cardiache nel ventricolo destro. Capire questi aspetti può aiutare a riconoscere meglio certi rischi, senza però allarmarsi inutilmente.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha voluto capire se la presenza dell’onda J nell’elettrocardiogramma (ECG) in ritmo normale (ritmo sinusale) fosse collegata a un tipo di aritmia chiamata tachicardia ventricolare o a battiti prematuri che partono dal tratto di efflusso del ventricolo destro (RVOT). Queste aritmie possono causare un battito cardiaco irregolare e veloce.

Come è stato condotto lo studio

  • Sono stati inclusi 138 pazienti con tachicardie o battiti prematuri dal RVOT che dovevano fare un trattamento chiamato ablazione transcatetere.
  • Questi pazienti sono stati confrontati con 276 persone senza queste aritmie, scelte per avere età e sesso simili.
  • In entrambi i gruppi è stata valutata la presenza dell’onda J nell’ECG.

I risultati principali

  • L’onda J era presente molto più spesso nei pazienti con aritmie dal RVOT (40%) rispetto al gruppo di controllo (16%).
  • Chi aveva l’onda J mostrava più frequentemente tachicardie ventricolari sostenute (25% contro 5%).
  • In questi pazienti, la durata del ciclo delle tachicardie era più breve, cioè il cuore batteva ancora più velocemente.
  • Era anche più comune che questi pazienti avessero episodi di sincope, cioè svenimenti (25% contro 2%).

Cosa significa tutto questo

La presenza dell’onda J sembra essere associata a un maggior numero di episodi di tachicardia ventricolare e a sintomi come svenimenti in persone con aritmie dal RVOT. Tuttavia, nessuno dei pazienti con onda J ha sviluppato forme gravi come la fibrillazione ventricolare o è morto improvvisamente per problemi cardiaci.

In conclusione

Lo studio mostra che l’onda J nell’ECG è più comune in chi ha tachicardie o battiti prematuri dal ventricolo destro. Questa onda è legata a un aumento delle aritmie e di alcuni sintomi, ma non sembra indicare un rischio maggiore di eventi gravi come la morte improvvisa. Quindi, l’onda J può essere un segnale utile per riconoscere certe aritmie, ma senza indicare necessariamente un pericolo elevato.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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