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Articolo per pazienti Pubblicato: 10/01/2012 Lettura: ~2 min

La dispersione dell’onda P dopo ictus ischemico acuto potrebbe aiutare a predire la presenza di fibrillazione atriale parossistica

Fonte
Int J Med Sci 2012; 9(1):108-114.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 07/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un ictus ischemico acuto, è importante identificare eventuali problemi del cuore che potrebbero aumentare il rischio di un nuovo ictus. Uno strumento semplice come l’elettrocardiogramma (ECG) può fornire informazioni utili. In particolare, un parametro chiamato dispersione dell’onda P potrebbe aiutare a prevedere la presenza di una particolare forma di aritmia chiamata fibrillazione atriale parossistica (PAF).

Che cos’è la dispersione dell’onda P

L’onda P è una parte dell’ECG che rappresenta l’attività elettrica degli atri, le camere superiori del cuore. La dispersione dell’onda P (Pd) indica la differenza tra la durata massima e minima dell’onda P misurata nelle diverse derivazioni dell’ECG a 12 canali.

Lo studio e i suoi risultati

Un gruppo di ricercatori ha analizzato gli ECG di 400 pazienti che avevano subito un ictus ischemico acuto. L’ECG è stato eseguito entro 24 ore dall’evento. Inoltre, è stato utilizzato un monitoraggio continuo del cuore (ECG-Holter) per 24 ore per cercare la presenza di fibrillazione atriale parossistica (PAF), una forma di aritmia che può comparire e scomparire in modo intermittente.

  • Solo 40 pazienti su 400 hanno mostrato PAF durante il monitoraggio.
  • Per confronto, sono stati scelti altri 40 pazienti senza PAF, con età e sesso simili.

Confrontando i dati, è emerso che nei pazienti con PAF erano più alti:

  • La durata massima dell’onda P.
  • La dispersione dell’onda P.
  • Il diametro dell’atrio sinistro (una parte del cuore).

Tra questi, la dispersione dell’onda P è risultata l’unico indicatore indipendente in grado di prevedere la presenza di PAF.

Valore soglia e significato pratico

Un valore di dispersione dell’onda P superiore a 57,5 millisecondi su un singolo ECG a 12 derivazioni era associato alla presenza di PAF con:

  • 80% di sensibilità: significa che l’80% dei pazienti con PAF aveva un valore sopra questa soglia.
  • 73% di specificità: significa che il 73% dei pazienti senza PAF aveva un valore sotto questa soglia.

In conclusione

La dispersione dell’onda P, misurata con un semplice ECG entro 24 ore dall’ictus ischemico acuto, può essere un utile indicatore per identificare la presenza di fibrillazione atriale parossistica. Questo può aiutare a individuare pazienti a rischio di nuovi ictus e migliorare la loro gestione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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