Che cosa è stato studiato
In un gruppo di 4.853 persone con livelli di colesterolo totale non troppo alti, è stato dato a metà dei pazienti un farmaco chiamato atorvastatina (una statina) e all'altra metà un placebo (una pillola senza principio attivo). Lo studio è durato circa 5 anni e mezzo.
Cosa hanno trovato
- I livelli iniziali di colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") e di proteina C-reattiva (PCR) erano entrambi legati al rischio di eventi cardiovascolari, cioè problemi al cuore o ai vasi sanguigni.
- La riduzione del colesterolo LDL dopo 6 mesi di trattamento con atorvastatina era associata a una significativa diminuzione del rischio di eventi cardiovascolari futuri.
- Invece, la riduzione della proteina C-reattiva non ha mostrato un legame significativo con la diminuzione del rischio di problemi cardiaci.
- In altre parole, anche se la PCR è un indicatore di infiammazione, nel contesto di questo studio non è risultata utile per prevedere chi avrebbe avuto eventi cardiovascolari né per valutare l'efficacia del trattamento con statine.
Cosa significa questo per i pazienti
Per persone con ipertensione e fattori di rischio tradizionali per malattie cardiache, la misurazione della proteina C-reattiva non sembra fornire informazioni aggiuntive importanti rispetto a quelle già ottenute dal controllo del colesterolo LDL.
In conclusione
Lo studio ASCOT mostra che, in pazienti con ipertensione e colesterolo moderato, il controllo del colesterolo LDL rimane il miglior indicatore per prevedere e ridurre il rischio di eventi cardiovascolari. La proteina C-reattiva, invece, non si è dimostrata utile per questo scopo.