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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/05/2012 Lettura: ~3 min

Chiusura percutanea di perdite attorno alla valvola mitralica tramite via transapicale

Fonte
Clinical outcomes in patients undergoing percutaneous closure of periprosthetic paravalvular leaks. Ruiz CE et al. J Am Coll Cardiol. 2011 Nov 15;58(21):2210-7.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andrea Guidotti Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1068 Sezione: 27

Introduzione

Questo testo descrive un trattamento innovativo per pazienti con problemi alla valvola mitralica, che non possono affrontare un intervento chirurgico tradizionale. Viene spiegato come sia possibile chiudere delle perdite attorno alla valvola utilizzando una procedura meno invasiva, con buoni risultati e un decorso postoperatorio generalmente positivo.

Che cosa significa il problema della perdita perivalvolare mitralica

Alcuni pazienti che hanno ricevuto una valvola mitralica artificiale possono sviluppare delle perdite attorno alla protesi, chiamate "leak perivalvolari". Queste perdite possono causare due principali problemi:

  • Effetti sul cuore: possono portare a un peggioramento della funzione cardiaca, causando difficoltà respiratorie e scompenso cardiaco.
  • Effetti sul sangue: possono causare una distruzione anomala dei globuli rossi, nota come anemia emolitica, che porta a stanchezza e altri sintomi.

Il caso della paziente trattata

La paziente, una donna di 69 anni, aveva subito in passato diversi interventi per sostituire le valvole cardiache con protesi meccaniche. Nel tempo ha sviluppato una perdita significativa attorno alla valvola mitralica, con sintomi come difficoltà a respirare anche a riposo e anemia.

Gli esami hanno mostrato:

  • Due perdite attorno alla valvola mitralica che causavano un'insufficienza di grado medio-severo.
  • Funzione cardiaca conservata, ma con pressione alta nei polmoni.
  • Segni di anemia e distruzione dei globuli rossi.

La procedura di chiusura percutanea

Per chiudere queste perdite, è stata scelta una procedura meno invasiva chiamata chiusura percutanea. Inizialmente si è tentato di accedere al cuore attraverso un vaso nella gamba (via transfemorale), ma non è stato possibile avanzare il catetere. Per questo motivo si è optato per un accesso diretto al cuore tramite una piccola apertura sul lato sinistro del torace, vicino all'apice del ventricolo sinistro (via transapicale).

Durante l'intervento:

  • Si è eseguita una piccola incisione per raggiungere l'apice del cuore.
  • Si sono posizionate due "borse di tabacco" (strumenti per controllare il sanguinamento) sull'apice cardiaco.
  • Si è inserito un catetere nell'atrio sinistro del cuore e si sono attraversate le perdite.
  • Si sono posizionati due dispositivi chiamati Amplatzer per chiudere le perdite, bloccando il passaggio anomalo di sangue.
  • Al termine, si è rimosso il catetere, chiuse le borse e suturato il torace.

Risultati e decorso postoperatorio

La procedura è andata bene senza complicazioni importanti. La paziente ha avuto bisogno di trasfusioni di sangue nei giorni successivi, ma è stata dimessa dopo 4 giorni in buone condizioni.

Gli esami di controllo hanno mostrato:

  • La valvola mitralica funzionante correttamente, senza perdite residue.
  • Riduzione significativa dei segni di anemia e miglioramento della funzione cardiaca.
  • La valvola aortica, già presente, funzionava normalmente.

Importanza della procedura e considerazioni

Le perdite attorno alle valvole meccaniche sono relativamente rare (2-3% dei casi), ma possono causare problemi seri. In molti pazienti, un nuovo intervento chirurgico può essere troppo rischioso.

In questi casi, la chiusura percutanea con dispositivi come l'Amplatzer rappresenta una valida alternativa meno invasiva, che può migliorare sia i sintomi cardiaci sia quelli legati all'anemia.

È fondamentale un lavoro di squadra tra cardiologi, ecocardiografisti e altri specialisti per pianificare e seguire la procedura in modo sicuro ed efficace.

In conclusione

La chiusura percutanea delle perdite attorno alla valvola mitralica è una procedura innovativa e meno invasiva, indicata soprattutto per pazienti ad alto rischio chirurgico. Questo trattamento può migliorare la qualità della vita riducendo i sintomi cardiaci e l'anemia, con un buon profilo di sicurezza e risultati positivi già al momento della dimissione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andrea Guidotti

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