Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato due tipi di procedure per migliorare il flusso di sangue al cuore:
- Rivascolarizzazione percutanea (PCI), una tecnica meno invasiva che utilizza un tubicino per aprire le arterie ostruite.
- Bypass aorto-coronarico (CABG), un intervento chirurgico che crea un nuovo percorso per il sangue intorno alle arterie bloccate.
Queste procedure sono state eseguite a New York tra il 2009 e il 2010 in pazienti che non avevano una sindrome coronarica acuta (ACS), cioè nessun attacco cardiaco recente, e che non avevano già subito un bypass in passato.
Risultati principali
Tra i 8.168 pazienti operati con bypass:
- Il 90% ha ricevuto una procedura giudicata appropriata, cioè utile e indicata.
- L'1,1% ha ricevuto una procedura considerata non appropriata.
- L'8,6% è stato classificato come incerto, cioè non è chiaro se la procedura fosse necessaria.
Tra i 33.970 pazienti sottoposti a PCI:
- Per il 28% non c'erano abbastanza informazioni per valutare l'appropriatezza.
- Tra quelli valutabili, il 36,1% ha ricevuto una procedura appropriata.
- Il 14,3% ha ricevuto una procedura non appropriata.
- Ben il 49,6% è stato classificato come incerto.
Caratteristiche dei pazienti con procedure non appropriate
La maggior parte dei pazienti con procedure considerate non appropriate aveva:
- Malattia coronarica che interessava solo 1 o 2 arterie.
- Nessun coinvolgimento dell'arteria discendente anteriore prossimale, una parte importante del cuore.
- Assenza o minima terapia per ridurre l'ischemia, cioè la mancanza di ossigeno al cuore.
In conclusione
Lo studio mostra che la maggior parte delle procedure di bypass sono appropriate in pazienti senza eventi cardiaci recenti. Per la rivascolarizzazione percutanea, invece, molte procedure risultano incerte o non appropriate, soprattutto quando la malattia interessa poche arterie e non vengono utilizzati trattamenti medici adeguati.