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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/05/2012 Lettura: ~3 min

Trattamenti per problemi cardiaci: procedura percutanea o intervento chirurgico?

Fonte
Risultati presentati all'American College of Cardiology (ACC) e pubblicati sul New England Journal of Medicine.

Aggiornato il 07/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1075 Sezione: 2

Introduzione

Quando si tratta di curare alcune malattie del cuore, come problemi alle valvole o alle arterie, ci sono diverse opzioni di trattamento. Due delle principali sono la procedura percutanea, che è meno invasiva, e l'intervento chirurgico tradizionale. In questo testo spieghiamo i risultati di importanti studi che confrontano questi due approcci, per aiutare a capire meglio cosa significano per i pazienti.

Che cosa significa procedura percutanea e chirurgia cardiaca

La procedura percutanea è un trattamento che permette di curare il cuore senza aprire il torace, usando strumenti inseriti attraverso i vasi sanguigni. Un esempio è la TAVI (sostituzione della valvola aortica tramite catetere), che impianta una nuova valvola senza intervento chirurgico aperto.

L'intervento chirurgico tradizionale invece prevede l'apertura del torace per sostituire o riparare direttamente le valvole o le arterie del cuore.

Risultati dello studio PARTNER sulla sostituzione valvolare

  • Lo studio PARTNER ha confrontato la TAVI con la chirurgia tradizionale per sostituire la valvola aortica.
  • Dopo 2 anni, la sopravvivenza era simile nei due gruppi.
  • La chirurgia aveva un numero leggermente superiore di decessi, ma la TAVI presentava un rischio maggiore di ictus subito dopo la procedura.
  • Un problema osservato con la TAVI è stato il rigurgito paravalvolare, cioè un piccolo ritorno di sangue attorno alla valvola impiantata, che è risultato associato a un aumento del rischio di morte a lungo termine.
  • Gli esperti ritengono che la TAVI sia un’alternativa valida alla chirurgia, ma che questa tecnica debba ancora migliorare per ridurre il rigurgito.

Risultati dello studio ASCERT sulla rivascolarizzazione

  • Lo studio ASCERT ha confrontato due modi di trattare la cardiopatia ischemica (problemi alle arterie del cuore): la PCI (procedura percutanea con stent) e il bypass aorto-coronarico (intervento chirurgico).
  • Lo studio ha coinvolto circa 190.000 pazienti sopra i 65 anni.
  • Dopo 1 anno, la mortalità era simile in entrambi i gruppi.
  • Dopo 4 anni, la mortalità era circa il 20% più bassa nei pazienti operati con bypass.
  • Questo vantaggio a lungo termine era indipendente da età, sesso, diabete o altre malattie.
  • Gli autori sottolineano che la scelta del trattamento deve sempre considerare le caratteristiche personali di ogni paziente.

Studio CORONARY: confronto tra due tecniche chirurgiche

  • Lo studio CORONARY ha confrontato due tecniche chirurgiche per il bypass: con cuore fermo (on-pump) e con cuore battente (off-pump).
  • Non sono state trovate differenze significative nei risultati principali tra le due tecniche.
  • La tecnica off-pump ha mostrato meno complicazioni come sanguinamenti e infezioni, ma più necessità di nuovi interventi.
  • Gli esperti concordano che entrambe le tecniche sono valide se eseguite da chirurghi esperti.

In conclusione

Gli studi recenti mostrano che sia la procedura percutanea che la chirurgia sono opzioni valide per trattare alcune malattie cardiache, con vantaggi e svantaggi specifici. La scelta del trattamento più adatto dipende da molti fattori, inclusa la situazione clinica del paziente e l’esperienza degli operatori. La ricerca continua a migliorare queste tecniche per offrire cure sempre più sicure ed efficaci.

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