Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori dell'Università del Michigan ha analizzato dati di oltre 6.000 persone americane di età superiore a 67 anni. Hanno usato informazioni raccolte da uno studio nazionale chiamato Health and Retirement Study insieme a dati amministrativi del sistema sanitario Medicare, per capire quanto è diffuso il problema del deficit cognitivo tra chi ha insufficienza cardiaca.
Come è stata valutata l'insufficienza cardiaca
Gli studiosi hanno creato un metodo per identificare chi aveva una diagnosi di insufficienza cardiaca, basandosi su codici medici presenti nei dati amministrativi. Sono stati divisi in quattro gruppi:
- alta probabilità di insufficienza cardiaca
- moderata probabilità
- bassa probabilità
- nessuna insufficienza cardiaca
Valutazione della funzione cognitiva
La capacità di pensare e ricordare è stata misurata con test specifici o, quando non possibile, con informazioni fornite da persone vicine al paziente (proxy). I risultati sono stati poi adattati considerando l'età dei partecipanti.
Risultati principali
- Il 15% degli anziani con insufficienza cardiaca presentava un deficit cognitivo grave, simile alla demenza.
- Il 24% mostrava un decadimento cognitivo lieve, cioè un peggioramento più leggero della memoria e delle funzioni mentali.
- Chi aveva insufficienza cardiaca aveva un rischio più alto di demenza anche dopo aver considerato altri fattori come età, istruzione, reddito e precedenti ictus.
Perché è importante
Questi risultati indicano che è utile valutare regolarmente la funzione mentale negli anziani con insufficienza cardiaca. Riconoscere precocemente i problemi cognitivi può aiutare a migliorare l'assistenza e la qualità della vita di queste persone.
In conclusione
Il deficit cognitivo è frequente negli anziani con insufficienza cardiaca e aumenta il rischio di demenza. Per questo motivo, è importante che i medici includano controlli della memoria e delle funzioni mentali nella cura di questi pazienti.