Che cos'è un ictus lacunare?
Un ictus lacunare è un tipo comune di ictus causato da problemi nei piccoli vasi sanguigni del cervello. Questo tipo di ictus può causare danni che si vedono con la risonanza magnetica.
Lo studio e la sua organizzazione
Lo studio ha coinvolto 3.020 pazienti con un ictus lacunare recente. Questi pazienti avevano in media 63 anni e il 63% erano uomini. Tutti hanno ricevuto aspirina (325 mg al giorno). Metà di loro ha ricevuto anche clopidogrel (75 mg al giorno), mentre l'altra metà ha ricevuto un placebo, cioè una pillola senza principio attivo.
Obiettivo principale dello studio
Lo scopo era verificare se la combinazione di clopidogrel e aspirina riducesse il rischio di un nuovo ictus, sia ischemico (causato da un blocco del sangue) sia emorragico (causato da un sanguinamento nel cervello).
Risultati principali
- Durante un periodo medio di 3,4 anni, la combinazione di clopidogrel e aspirina non ha ridotto in modo significativo il rischio di un nuovo ictus rispetto alla sola aspirina.
- Il rischio di ictus è stato simile nei due gruppi: 2,5% all’anno con la doppia terapia e 2,7% con solo aspirina.
- La frequenza di ictus ischemici o di ictus gravi non è cambiata significativamente tra i due gruppi.
- Il rischio di emorragie importanti è quasi raddoppiato con la doppia terapia (2,1% all’anno) rispetto alla sola aspirina (1,1% all’anno).
- La mortalità è stata più alta nel gruppo che ha ricevuto entrambi i farmaci rispetto a quello con sola aspirina.
- Le morti non erano principalmente dovute a emorragie fatali.
Cosa significa per i pazienti?
Per chi ha avuto un ictus lacunare recente, aggiungere il clopidogrel all’aspirina non sembra offrire un beneficio significativo nel prevenire nuovi ictus. Al contrario, questa combinazione aumenta il rischio di sanguinamenti gravi e di morte.
In conclusione
Lo studio mostra che nei pazienti con ictus lacunare recente, usare insieme clopidogrel e aspirina non riduce il rischio di nuovi ictus e aumenta il rischio di effetti collaterali importanti, come sanguinamenti e mortalità. Questi risultati aiutano a capire meglio quali terapie sono più sicure ed efficaci per prevenire recidive in queste persone.