Riduzione del colesterolo LDL con Inclisiran
Lo studio VICTORION-INITIATE ha coinvolto 450 pazienti con colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") superiore a 70 mg/dL o colesterolo non-HDL superiore a 100 mg/dL. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto la terapia standard, l’altro ha ricevuto la terapia standard più Inclisiran, un farmaco che agisce su una proteina chiamata PCSK9 per abbassare il colesterolo.
- Inclisiran è stato somministrato in tre dosi nei primi 270 giorni.
- Dopo 330 giorni, il gruppo con Inclisiran ha mostrato una riduzione del colesterolo LDL del 60%, contro il 7% del gruppo con solo terapia standard.
- Il 82% dei pazienti con Inclisiran ha raggiunto il livello di colesterolo LDL sotto 70 mg/dL, rispetto al 22% del gruppo di controllo.
- Gli effetti collaterali sono stati simili in entrambi i gruppi.
Lerodalcibep: un altro inibitore di PCSK9 efficace
Lo studio LIBerate-HR ha valutato Lerodalcibep, un nuovo farmaco che agisce anch’esso contro PCSK9, in 922 pazienti ad alto rischio di infarto o ictus.
- Il farmaco è stato somministrato mensilmente per un anno.
- Ha ridotto il colesterolo LDL di oltre la metà rispetto al placebo.
- Più del 90% dei pazienti trattati ha raggiunto una riduzione del colesterolo LDL di almeno il 50%.
- Non sono stati osservati eventi avversi importanti; la reazione più comune è stata un lieve fastidio nel punto dell’iniezione.
CSL112 per il trattamento dopo infarto
Lo studio AEGIS-II ha coinvolto oltre 18.000 pazienti con infarto recente e alto rischio cardiovascolare, per valutare CSL112, un farmaco derivato dal plasma umano che aumenta il colesterolo HDL ("colesterolo buono").
- Il trattamento consisteva in quattro infusioni entro 30 giorni dall’infarto.
- Non è stata osservata una riduzione statisticamente significativa degli eventi cardiaci nei primi 90 giorni, ma i dati a lungo termine mostrano una tendenza positiva.
- Il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato.
Nuovi farmaci per ridurre i trigliceridi
Molti adulti, soprattutto sopra i 60 anni, hanno livelli elevati di trigliceridi, un tipo di grasso nel sangue che può aumentare il rischio di malattie cardiache e pancreatite (infiammazione del pancreas).
Olezarsen
- Agisce bloccando una proteina chiamata apolipoproteina C-III, che influenza i livelli di trigliceridi.
- Lo studio BRIDGE-TIMI 73a ha coinvolto 154 pazienti con trigliceridi elevati nonostante la terapia standard.
- Dopo 6 mesi, Olezarsen ha ridotto i trigliceridi di circa il 50%, molto più del placebo.
- La maggior parte dei pazienti ha raggiunto livelli di trigliceridi sotto 150 mg/dL, considerati più sicuri.
- Gli effetti collaterali sono stati rari e lievi.
Plozasiran
- È un farmaco sperimentale che blocca un’altra proteina coinvolta nel metabolismo dei trigliceridi.
- Lo studio SHASTA 2 ha valutato la sua efficacia in 229 pazienti con trigliceridi molto alti, a rischio di pancreatite.
- Dopo 24 settimane, Plozasiran ha ridotto i trigliceridi del 74% in media, molto più del placebo.
- Più del 90% dei pazienti ha raggiunto un livello di trigliceridi sotto 500 mg/dL, soglia oltre la quale il rischio di pancreatite aumenta.
- Il farmaco è risultato sicuro e ben tollerato.
In conclusione
Le nuove terapie presentate all’ACC 2024 mostrano risultati promettenti nel controllo dei livelli di colesterolo LDL e trigliceridi, due fattori importanti per la salute del cuore e dei vasi sanguigni. Questi farmaci agiscono in modo efficace e con un buon profilo di sicurezza, offrendo nuove possibilità per chi ha difficoltà a raggiungere gli obiettivi terapeutici con le cure attuali.