Che cosa è stato studiato
Lo studio SENIORS ha coinvolto 2.128 pazienti con insufficienza cardiaca di età superiore a 70 anni. Tra questi, il 34,7% aveva anche fibrillazione atriale (un tipo di battito cardiaco irregolare).
Quali risultati sono stati valutati
Gli "outcomes primari" erano due:
- la mortalità per tutte le cause (cioè il numero di decessi per qualsiasi motivo);
- il numero di ospedalizzazioni per problemi cardiovascolari (cioè legati al cuore o ai vasi sanguigni).
Cosa è emerso dallo studio
Dopo circa 21 mesi di osservazione, si è visto che i pazienti con fibrillazione atriale avevano un rischio maggiore di morte o ricovero rispetto a quelli con ritmo cardiaco normale (38,5% contro 30,4%).
Il nebivololo, un farmaco usato per trattare l'insufficienza cardiaca, ha mostrato effetti diversi a seconda del tipo di ritmo cardiaco:
- Nei pazienti con ritmo cardiaco normale, il nebivololo ha ridotto leggermente il rischio di morte o ricovero rispetto al placebo (28,1% contro 32,9%).
- Nei pazienti con fibrillazione atriale, invece, il nebivololo non ha migliorato questi risultati rispetto al placebo (37,1% contro 39,8%).
Effetto della funzione cardiaca
Inoltre, tra i pazienti con fibrillazione atriale, il rischio di morte o ricovero era simile sia in chi aveva una funzione del cuore ridotta (frazione d'eiezione ≤35%) sia in chi aveva una funzione conservata (frazione d'eiezione >35%).
In conclusione
Il nebivololo non ha mostrato benefici nel migliorare la sopravvivenza o nel ridurre le ospedalizzazioni nei pazienti anziani con insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale, indipendentemente dalla funzionalità del cuore. Al contrario, nei pazienti con ritmo cardiaco normale, il farmaco ha avuto un effetto positivo.