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Articolo per pazienti Pubblicato: 03/10/2012 Lettura: ~2 min

Lo spessore della parete delle carotidi interne aiuta a valutare meglio il rischio di ictus in persone senza sintomi

Fonte
European Journal of Preventive Cardiology Eur J Prev Cardiol. 2012 [Epub ahead of print].

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Capire chi ha un rischio maggiore di ictus è fondamentale per prevenirlo. Uno studio recente ha esaminato se un esame ecografico delle arterie carotidi può migliorare questa valutazione in persone che non mostrano sintomi.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori della Goethe-University di Francoforte ha condotto uno studio chiamato CAPS (Carotid Atherosclerosis Progression study). Hanno voluto capire se l'ecografia delle arterie carotidi, in particolare la misura dello spessore mio-intimale (IMT) delle carotidi interne, può aiutare a prevedere meglio il rischio di ictus in persone che non hanno sintomi.

Come è stato condotto lo studio

  • Sono stati coinvolti 4.995 partecipanti senza sintomi di malattie cerebrovascolari.
  • All'inizio, ogni persona ha fatto una visita per valutare i classici fattori di rischio (come pressione alta, colesterolo, fumo) e un'ecografia delle carotidi.
  • Per 10 anni, i ricercatori hanno seguito queste persone per vedere chi ha avuto un ictus, un attacco ischemico transitorio (TIA, un episodio temporaneo simile all’ictus) o è deceduto.
  • Hanno confrontato la capacità di prevedere il rischio usando solo i fattori tradizionali (Framingham risk score) o aggiungendo i dati dell’ecografia carotidea.

Risultati principali

Lo studio ha mostrato che:

  • Misurare lo spessore della parete della carotide interna e la presenza di placche è più utile per migliorare la previsione del rischio di ictus rispetto alla misurazione della carotide comune o della biforcazione.
  • L’aggiunta dell’ecografia carotidea ha migliorato significativamente la capacità di classificare correttamente il rischio di ictus o morte.
  • Su 4.995 persone, 339 (7,2%) sono state riclassificate in una categoria di rischio diversa rispetto a quella iniziale basata solo sui fattori tradizionali:
    • 122 persone sono state spostate in una categoria di rischio più alta;
    • 217 persone sono state spostate in una categoria di rischio più bassa.

Perché è importante

Questi risultati suggeriscono che l’ecografia delle carotidi interne, misurando lo spessore della loro parete e cercando eventuali placche, può aiutare i medici a valutare meglio chi ha un rischio più alto o più basso di ictus, anche se non ha sintomi evidenti.

In conclusione

Lo studio CAPS ha dimostrato che aggiungere l’ecografia carotidea, in particolare la valutazione dello spessore della parete delle carotidi interne, migliora la classificazione del rischio di ictus in persone senza sintomi. Questo può aiutare a identificare meglio chi necessita di maggiore attenzione per prevenire eventi cerebrovascolari.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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