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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/10/2012 Lettura: ~2 min

Fibrillazione atriale da vene polmonari o da altre sedi: risultati diversi dopo l’ablazione?

Fonte
Journal of Cardiovascular Electrophysiology DOI: 10.1111/jce.12036.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi Aggiornato il 06/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è un tipo di aritmia cardiaca che può avere origine da diverse parti del cuore. Un trattamento comune è l’ablazione, che mira a eliminare le aree che causano l’aritmia. Questo testo spiega come i risultati di questo trattamento possano variare a seconda della zona da cui parte la fibrillazione atriale.

Che cos’è la fibrillazione atriale e da dove può originare?

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco. Può iniziare dalle vene polmonari (PV), che sono i vasi che portano il sangue dai polmoni al cuore, oppure da altre zone diverse da queste vene, chiamate non-PV (NPV).

Lo studio e i gruppi di pazienti

Un gruppo di ricercatori ha confrontato i risultati dell’ablazione in due gruppi di pazienti:

  • Gruppo 1: 132 pazienti con FA che parte da zone diverse dalle vene polmonari (NPV).
  • Gruppo 2: 528 pazienti con FA che parte dalle sole vene polmonari (PV).

Il gruppo 1 era composto da persone più giovani e con una percentuale maggiore di donne rispetto al gruppo 2.

Caratteristiche dei pazienti con FA da NPV

  • Più frequente presenza di FA non parossistica, cioè una forma di aritmia più persistente.
  • Maggiore dilatazione (allargamento) dell’atrio destro, una delle camere del cuore.
  • Un tessuto atriale (la parete del cuore) più danneggiato o alterato, sia nell’atrio sinistro sia in quello destro.

Risultati a lungo termine dopo l’ablazione

Dopo circa 4 anni di controllo, è emerso che:

  • La percentuale di recidiva della fibrillazione atriale era più alta nel gruppo 1 (57,6%) rispetto al gruppo 2 (38,8%).

Fattori che aumentano il rischio di recidiva

Gli autori hanno identificato quattro fattori che aumentano la probabilità che la fibrillazione atriale ritorni dopo l’ablazione:

  • Origine non dalle vene polmonari (NPV);
  • FA non parossistica, cioè più persistente;
  • Diametro maggiore dell’atrio sinistro, cioè una camera cardiaca più dilatata;
  • Peggior qualità del tessuto atriale sinistro, che indica un cuore più danneggiato.

In conclusione

La fibrillazione atriale che nasce da zone diverse dalle vene polmonari tende ad avere un esito meno favorevole dopo l’ablazione rispetto a quella che parte dalle vene polmonari. Questo è legato a caratteristiche diverse del cuore e del tipo di aritmia nei pazienti. Questi dati aiutano a comprendere meglio quali pazienti potrebbero avere bisogno di un’attenzione particolare dopo il trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Daniela Righi

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