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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/11/2012 Lettura: ~2 min

Studio PRoFESS: frequenza cardiaca bassa e minor declino cognitivo dopo ictus ischemico

Fonte
European Heart Journal Volume 33, Issue 22, Pp. 2804-2812.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Dopo un ictus ischemico, la frequenza del battito cardiaco a riposo può influenzare la salute e il recupero. Questo studio ha esaminato come una frequenza cardiaca più bassa sia collegata a risultati migliori, sia dal punto di vista fisico che mentale, in pazienti che hanno avuto un ictus.

Che cosa è stato studiato

Lo studio PRoFESS ha coinvolto oltre 20.000 pazienti con un'età media di circa 66 anni, tutti con un precedente ictus ischemico. I ricercatori hanno misurato la frequenza cardiaca a riposo e hanno osservato gli effetti su vari esiti di salute, come:

  • la possibilità di avere un nuovo ictus o un infarto;
  • la comparsa o il peggioramento di problemi al cuore;
  • la mortalità per cause cardiovascolari e non;
  • il livello di disabilità dopo un nuovo ictus;
  • le capacità cognitive, cioè la memoria e il pensiero.

Risultati principali

I pazienti con una frequenza cardiaca più alta (oltre 77 battiti al minuto) avevano un rischio maggiore di morte rispetto a quelli con frequenza più bassa. Questo rischio aumentava con l'aumentare della frequenza cardiaca.

In particolare:

  • la mortalità per cause vascolari (legate ai vasi sanguigni) e non vascolari era più alta nei gruppi con frequenza cardiaca elevata;
  • non c’è stata una relazione significativa tra frequenza cardiaca e rischio di nuovo ictus o infarto;
  • una frequenza cardiaca più bassa era associata a una migliore capacità di svolgere attività quotidiane dopo un nuovo ictus;
  • una frequenza cardiaca bassa era collegata a un minor declino nelle funzioni cognitive, misurato con un test specifico (MMSE), sia a 1 mese che a lungo termine.

Cosa significa tutto questo

La frequenza cardiaca a riposo può essere un importante indicatore della salute dopo un ictus. Una frequenza cardiaca più bassa sembra essere legata a una migliore capacità di recupero fisico e mentale.

In conclusione

Questo studio mostra che nei pazienti che hanno avuto un ictus ischemico, mantenere una frequenza cardiaca più bassa a riposo è associato a un minor rischio di morte e a un migliore recupero delle funzioni cognitive e della capacità di svolgere le attività quotidiane. La frequenza cardiaca può quindi aiutare a capire meglio il rischio e il percorso di recupero dopo un ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dottoressa Ilaria Ferrari

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