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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/11/2012 Lettura: ~2 min

Rischi associati a episodi prolungati di tachicardia atriale o fibrillazione atriale in pazienti con pacemaker o ICD

Fonte
American Heart Association scientific session 2012, Los Angeles USA.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come episodi prolungati di alcuni ritmi cardiaci irregolari possano influenzare la salute di persone con dispositivi cardiaci come pacemaker o defibrillatori. Le informazioni si basano su uno studio che ha seguito pazienti per alcuni anni, aiutandoci a capire meglio i rischi associati a queste condizioni.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori ha seguito 5.379 pazienti con dispositivi per il controllo del ritmo cardiaco, come pacemaker e defibrillatori impiantabili (ICD), dal 2007 al 2012. Durante questo periodo, sono stati raccolti oltre 20.000 elettrocardiogrammi (ECG) per monitorare il cuore di questi pazienti.

Quali sono stati i risultati principali

  • Circa la metà dei pazienti ha avuto almeno un ricovero ospedaliero.
  • Si sono verificati 11 decessi per cause cardiache in ospedale e altre 350 morti a domicilio.
  • In un gruppo selezionato di 600 pazienti, sono stati analizzati dettagliatamente gli episodi di tachicardia atriale (TA) e fibrillazione atriale (FA), due tipi di ritmi cardiaci irregolari.

Cosa significa tachicardia atriale e fibrillazione atriale

La tachicardia atriale è un battito cardiaco troppo veloce che parte dalla parte superiore del cuore (atrio). La fibrillazione atriale è un ritmo irregolare e spesso rapido degli atri, che può causare problemi al flusso sanguigno.

Rischi associati agli episodi prolungati

Lo studio ha mostrato che nei pazienti con pacemaker o ICD:

  • Gli episodi prolungati di TA o FA aumentano il rischio di eventi avversi come:
    • ricoveri per fibrillazione atriale,
    • scompenso cardiaco (quando il cuore non pompa bene),
    • tachicardia ventricolare (battito veloce in una parte diversa del cuore),
    • morte,
    • ictus o attacchi ischemici transitori (TIA),
    • sincope (svenimenti).
  • Gli episodi brevi di TA o FA non aumentano il rischio rispetto a chi non ha episodi.

In conclusione

Questo studio evidenzia che nei pazienti con pacemaker o defibrillatori, gli episodi prolungati di ritmi cardiaci irregolari come la tachicardia atriale o la fibrillazione atriale sono collegati a un aumento del rischio di problemi seri. Episodi più brevi di questi ritmi non sembrano aumentare questo rischio. Questi dati aiutano i medici a capire meglio quali pazienti potrebbero aver bisogno di un controllo più attento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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