Che cosa è stato studiato
Le statine sono farmaci importanti per ridurre il colesterolo in persone con problemi cardiaci, specialmente dopo un intervento chiamato PCI (angioplastica coronarica). Tuttavia, alcune persone non le tollerano a causa di effetti collaterali. Per questo motivo, i ricercatori hanno voluto confrontare due alternative:
- ezetimibe, un farmaco che riduce il colesterolo;
- una combinazione di nutraceutici, cioè sostanze naturali derivate da alimenti con potenziali effetti benefici sulla salute.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto 100 pazienti che avevano già provato le statine ma le avevano sospese per intolleranza. Questi pazienti sono stati divisi in due gruppi:
- 50 hanno ricevuto ezetimibe (10 mg al giorno);
- 50 hanno ricevuto una combinazione di nutraceutici contenente lievito di riso rosso, policosanoli, berberina, acido folico, coenzima Q10 e astaxantina.
Il trattamento è durato 3 mesi. I ricercatori hanno valutato:
- se i pazienti raggiungevano gli obiettivi di colesterolo in base al loro rischio;
- i livelli di grassi nel sangue (lipidi);
- la tollerabilità e la sicurezza dei trattamenti.
Risultati principali
- Le caratteristiche iniziali dei due gruppi erano simili.
- Durante lo studio, pochi pazienti hanno interrotto il trattamento per effetti collaterali: 3 nel gruppo nutraceutici per dolori muscolari, 2 nel gruppo ezetimibe per problemi digestivi.
- I livelli di trigliceridi e alcuni esami del sangue erano simili in entrambi i gruppi.
- Nel gruppo ezetimibe nessuno ha raggiunto l'obiettivo di colesterolo previsto.
- Nel gruppo nutraceutici, 16 pazienti hanno raggiunto l’obiettivo terapeutico.
- La riduzione del colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") è stata molto più marcata nel gruppo nutraceutici (-24%) rispetto al gruppo ezetimibe (-5,8%).
In conclusione
Questo studio suggerisce che, in pazienti che non tollerano le statine dopo un intervento di PCI, una combinazione di sostanze naturali chiamate nutraceutici può essere più efficace e ben tollerata rispetto all’ezetimibe per ridurre il colesterolo.