CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 27/12/2012 Lettura: ~2 min

Danno al cuore senza sintomi dopo ablazione con radiofrequenza e crioablazione in bambini e pazienti con malattie cardiache congenite

Fonte
Pediatric Cardiology December 2012, Volume 33, Issue 8, pp 1348-1354.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mara Piccoli Aggiornato il 06/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1084 Sezione: 29

Introduzione

Questo studio ha esaminato se e quanto il cuore possa subire un danno invisibile dopo trattamenti chiamati ablazione con radiofrequenza o crioablazione in bambini e persone con difetti cardiaci presenti dalla nascita. I risultati aiutano a capire l'importanza di alcuni esami del sangue e controlli dopo queste procedure.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha valutato il danno al muscolo del cuore che può verificarsi dopo due tipi di procedure chiamate ablazione con radiofrequenza (RFA) e crioablazione. Queste procedure servono a correggere problemi del ritmo cardiaco e sono state fatte in 269 pazienti, tra cui bambini e persone con malattie cardiache congenite.

Come è stato misurato il danno

Per capire se il cuore fosse stato danneggiato, sono stati misurati nel sangue alcuni biomarcatori, cioè sostanze che indicano danno al cuore:

  • Troponina T cardiaca (cTnT)
  • Troponina I cardiaca (cTnI)
  • Creatina chinasi (CK)
  • Isoenzima MB (CK-MB)

Questi esami sono stati fatti subito prima della procedura e 6 ore dopo la sua conclusione.

Risultati principali

  • Non sono stati trovati segni di danno al cuore visibili con l'elettrocardiogramma (ECG) o con l'ecocardiogramma, né sintomi nei pazienti.
  • Tra il 57,7% e il 75,5% dei pazienti ha mostrato un aumento dei biomarcatori, indicando un danno al cuore che però non causava sintomi.
  • L'aumento maggiore delle troponine è stato osservato quando l'ablazione è stata fatta nella parte ventricolare del cuore e quando sono state fatte più applicazioni di radiofrequenza.
  • Non c'erano differenze importanti nei livelli di troponina tra ablazione con radiofrequenza o crioablazione per un tipo specifico di aritmia chiamata tachicardia da rientro nodale.
  • Anche il tipo di punta usata per l'ablazione (irrigata o non irrigata) non ha influenzato i livelli di troponina.

Significato dei risultati

Gli aumenti delle troponine dopo l'ablazione sono comuni, specialmente quando si interviene sui ventricoli o si fanno molte applicazioni di radiofrequenza. Tuttavia, a differenza di quanto succede in condizioni gravi come l'infarto, questi aumenti non indicano un danno pericoloso o sintomi clinici. Sono quindi considerati un fenomeno asintomatico e senza conseguenze immediate.

Per aiutare a riconoscere eventuali danni più nascosti, lo studio ha proposto dei valori di riferimento specifici per ogni zona del cuore dove si esegue l'ablazione.

In conclusione

L'ablazione con radiofrequenza o crioablazione può causare un aumento di sostanze nel sangue che indicano un danno al cuore, ma questo danno è spesso senza sintomi e non si traduce in problemi evidenti con gli esami o nella salute immediata dei pazienti. Questi risultati aiutano i medici a interpretare meglio gli esami del sangue dopo queste procedure e a distinguere tra danni innocui e condizioni più gravi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mara Piccoli

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA